13 settembre 2017

salvezza.

Questo miscuglio
di pena e speranza
non è certo affetto
così è il fatto

e se ora piango per te
piango per il dispiacere
non per la mia solitudine
ma per la tua

piango per te
che fra tutte le strade
hai scelto quella già battuta
ma che porta a un precipizio

piango per te perché so
che mentre precipiterai
penserai a me
e la caduta sarà peggiore

tutto ciò che ho fatto
per salvarti dal precipizio
tutto ciò che ancora avrei fatto
che ti avrebbe donato serenità

e Dio solo sà 
quanto è peggiore il dolore
se si sa come 
si ci sarebbe potuti salvare

e io invece so
quanto merita di soffrire
chi consapevolmente
è causa del suo male

quindi fedele al mio animo
tanto saldo quanto egoista
mi tiro indietro
e ti osservo sbagliare

piangerò per te, misero
perché non è ciò che meritavi
non è davvero questo
che avrei sperato per te

ma dal bordo del precipizio sai
io gioirò
per la consapevolezza che io
io, si, mi sono salvata.


12 settembre 2017

Tu non devi esistere

Nessuna vita salda
Nessun genio
È uscito dalla quiete.

Non si arriva a vittoria
Senza l'animo inquieto
Senza la tempesta.

Ama il dolore
Ama l'amaro
Che ti faranno diamante.

Perché io forse t'amo
Dio sa quanto t'amo
Ma tu non devi esistere.

11 luglio 2017

Incontri e scontri

Non è un segreto che nella nostra vita esistano cose che possiamo controllare e altre cose, una moltitudine di altre cose, su cui invece non abbiamo controllo alcuno. E fra tutte queste innumerevoli cose che non si possono controllare, e che non nascondo essere la fonte delle mie più grandi inquietudini, c'è n'è una che invece mi ha sempre affascinato. Ed è la moltitudine di inspiegabili e insensate connessioni, intrecci, incontri e scontri in cui le persone loro malgrado sono coinvolte. 

Non esiste una apparente logica dietro un incontro. Non esiste una ragione oggettiva e concreta per cui una persona, a un certo punto della tua vita, si incontra e si scontra con te. Non esiste una spiegazione per cui fra tante combinazioni possibili un intreccio casuale vi abbia portati li. L'unica cosa certa è che quell'incontro farà da spartiacque per la vita di entrambi, ci sarà un prima, ci sarà un dopo. E al momento dell'incontro quel "dopo" è ancora tutto da scrivere. 

Quante volte ci capita di ripensare alla prima volta che abbiamo visto qualcuno, alla prima volta che nel nostro campo visivo e nella nostra memoria è entrato quel qualcuno? Lo facciamo per diverse ragioni, lo facciamo con diversi stati d'animo e con diverse opinioni di quella persona, lo facciamo alla luce di quel "dopo" che ormai è passato. Ma qualsiasi cosa sia accaduta nel frattempo, qualsiasi legame o rottura si sia venuta a creare, quel momento è congelato li, nella tua mente, assume una luce diversa a seconda del motivo per cui ci stai ripensando, ma resta immutabile.

20 marzo 2017

A modo mio.

Regrets, I’ve had a few 
But then again, too few to mention 
I did what I had to do and saw it through without exemption 
I planned each charted course, each careful step along the byway 
And more, much more than this, I did it my way 

 Yes, there were times, I’m sure you knew 
When I bit off more than I could chew 
But through it all, when there was doubt 
I ate it up and spit it out 
I faced it all and I stood tall and did it my way 

 I’ve loved, I’ve laughed and cried 
I’ve had my fill, my share of losing 
And now, as tears subside, I find it all so amusing 
To think I did all that 
And may I say, not in a shy way 
Oh, no, oh, no, not me, I did it my way

Se due anni fa mi avessero detto che adesso sarei arrivata a questo punto, sembra banale, ma non ci avrei creduto. Due anni fa mi è stata fatta una proposta che molto probabilmente mi ha cambiato la vita. Ho sempre creduto che ci siano degli spartiacque nella nostra esistenza e sicuramente quello lo è stato per me. Due anni fa io volevo tirarmi indietro, non volevo metterci la faccia e la paura di fallire era così grande da rendermi piccola piccola. Vorrei poter avere davanti adesso la me di due anni fa e gridarle in faccia "Fallo! Semplicemente fallo!" ma sicuramente anche questo non la avrebbe convinta. Perchè quella di due anni fa non ero io. Non aveva la mia stessa consapevolezza, la mia stessa "cotenna" come direbbe il prof di psichiatria, la mia stessa capacità di prendere tutto con leggerezza, la voglia di mettermi in gioco, l 'amore per le sfide e la competizione, la sicurezza in me stessa. Se penso a quante cose belle sono uscite da quando due anni fa ho detto si non riesco davvero a crederci. Non sarei io, non sarei qui, nulla sarebbe uguale. Certi giorni davvero mi sveglio e non ci credo che questa sia la mia vita. E ho fatto tutto da sola, qualcuno mi ha dato gli strumenti per fare tutto da sola. E adesso io so, davvero so, cosa posso fare io, io, che forza ho.

Ed è questa sensazione che auguro di provare a chi questa famosa proposta quest'anno l'ho fatta io. A chi ho trascinato nel mio mondo, nel mio progetto, gli auguro fra due anni di svegliarsi come mi sveglio io, di avere un sorriso vero e non sforzato da sfoggiare, di avere amore per quello che è stato, non avere rimpianti ed essere grati che qualcuno ti abbia notato, che qualcuno abbia creduto in te e ti abbia dato gli strumenti. Io spero davvero di saperli dare, questi strumenti. Quello che è certo è che credo in tutto quello che faccio, in tutti quelli che ho intorno, ci credo con tutta la sincerità e l'ottimismo di cui sono capace. Ed è questo che fa la differenza, è questo che crea un sorriso vero.

E io vi auguro sorrisi veri.

7 marzo 2017

Disordine.

Nella mia vita è tutto in disordine. La mia stanza, la scrivania, la macchina, la borsa. Quest'ultima poi...è sempre piena di scontrini vecchi e ormai sbiaditi, di monetine e bronzini che sedimentano sul fondo assieme a briciole di tabacco e altro materiale non meglio identificato. Le cose che ci devo mettere vengono lanciate dentro e inghiottite dal caos basale.
La mia borsa è sempre un brivido.
Perché in quel caos non sei mai davvero sicuro che ci sia tutto, perché non vedi il contenuto, non distingui nulla. Come puoi sapere di aver ricordato le chiavi di casa? Non puoi. Finché non le cerchi, frugando con le mani fino in fondo alla borsa, con un po' di timore che quella sia davvero la volta in cui le chiavi non ci sono e tu rimarrai chiusa fuori di casa. E invece le chiavi ci sono sempre.

Si dice che il disordine esteriore rifletta quello interiore. E per me è vero. I miei pensieri sono esattamente come la mia borsa. Io mi butto a capofitto nelle situazioni, e quando è il momento di agire non so mai davvero su che risorse effettivamente io possa contare. Non so mai effettivamente quali pensieri e quali conoscenze, quale resistenza io possa trovare, sempre che ci sia.

Ma c'è sempre. C'è sempre qualcosa e io riesco a cavarmela. Anche quando ci metto ore a frugare e cercare io trovo sempre qualcosa. Trovo tutto quello che mi serve. Sempre.