24 novembre 2011

time out

Un conto è volere vedere le stelle, un conto è farsi guidare.
Un conto è saperle là in alto e lasciarle un pò fare.
Un conto è la rabbia che provi a 20 anni, un conto è la rabbia a 40.
Un conto che intanto non sembra cambiare mai niente.

Un conto è la mappa di tutti i locali, un conto è dovere star fuori.
Un conto è sentire che riesci a lasciarti dormire.
Un conto è svegliarti e sentirti già stanco, un conto è trovarla di fianco.
Un conto è sentire che il fuoco non è ancora spento.

Un conto è la vita che imposta il suo gioco, un conto è averlo capito.


Quando resti in silenzio e mi guardi mi sento pi in colpa di quando sbraiti, di quando usi mille parole inutili. Quando stai in silenzio capisco che sei davvero delusa. Delusa da me. da quello che vorresti io fossi e da quello che invece io puntualemente sono. E vorrei davvero, con tutto il cuore poter smettere di deluderti, vederti più volte in faccia quel sorriso orgoglioso, vorrei davvero ma non ce la faccio. A volte penso di non essere capace, a volte capisco che non mi impegno abbastanza. Ma anche quando mi impegno di più le cose restano uguali ed io ricomincio a chiedermi chi me lo fa fare. E tu continuerai sempre ad essere delusa finche le cose cambieranno.

13 novembre 2011

questioni.

Probabilmente non ho un cervello normale.
Ho un cervello che ragiona solo per punti, per schemi.
Se tutto non è bene in un ordine logico il mio cervello si perde.

E adesso non c'è prprio niente in ordine nel mio cervello.

Nuove prospettive

Ci vuole davvero poco ad accusare gli altri dei propri problemi. Ci vuole davvero poco, di fronte a un fallimento, a dare semplicemente la colpa agli altri. Quello che è veramente difficile è fermarsi un attimo e guardasri dentro. Cercare di capire che cosa si è sbagliato e cosa si poteva migliorare. E anche se questo è molto più difficile che puntare il dito verso gli altri, anche se questo a volte può far male è la cosa migliore. perchè se si affronta un problema lo si può risolvere. Se si fa finta di niente e non si ammette che la colpa è anche propria si resta fermi.

Perciò invece di lamentarti e frignare perchè le persone sono ingiuste con te dovresti chiederti se tu sei giusta con le persone. E ripartire dai tuoi sbagli. Perchè sono sicura che se questo lo avessi fatto fin dall'inizio ora la tua situazione sarebbe doversa. Ora avresti ottenuto quello che volevi.

E invece te ne stai ancora li a lagnarti e a rompere le palle a gente che con i tuoi problemi non c'entra un emerito cazzo.

Ma io non ti biasimo, spero solo che tu capisca in tempo che stai sbagliando.

7 novembre 2011

Benvenuti.

Ok, ammetto di essere una perfetta idiota.
Ma qualcosa che non va anche negli altri ci deve essere.

Ci deve essere per forza altrimenti significherebbe che non ho capito niente di come funziona il mondo. Significherebbe che fino ad ora ho vissuto nel modo sbagliato e fatto le cose ne modo sbagliato. Significherebbe che se sono ancora sana di mente è solo per un immensa inspiegabile costante botta di culo!

Io non so davvero più in cosa devo credere.

5 novembre 2011

Ne ho le palle piene.

Certa gente sembra fatta apposta per rovinarmi la giornata.

Il problema è che la rabbia è un sentimento che si trasmette molto facilmente. Molto più facilmente dell'amore per esempio. Se sei incazzato tratterai male tutte le persone che ti stanno attorno, che a loro volta per sfogarsi magari tratteranno male altra gente e così via. E questa catena non si interrompe finchè non arriva qualcuno che assorbe la rabbia e se la tiene dentro. Si prende tutti i colpi e fa finta di niente, si piazza un sorriso sulla faccia e fa finta di niente.

Ma prima o poi esploderà. Magari da solo e prenderà solamente a pugni il cuscino urlando. Oppure scoppierà quando non è solo e scaricherà tutta la sua rabbia su chi gli sta attorno. E magari chi gli sta attorno è la persona a cui tiene di più al mondo e quindi farà un gran casino, e magari rovinerà tutto.

Ecco. Ci pensate che tutto questo può partire da una "persona" scazzata per gli affari suoi che decide di sfogare la sua frustrazione sbraitando addosso a dei poveri ragazzi che hanno la sola colpa di essere in ritardo per il suo orologio mentale e non per l'ora che accomuna tutti i comuni italiani? Una "persona" che tra l'altro arriva sempre perennemente un quarto d'ora in ritaro. Ci pensate?