26 dicembre 2012

Ansia da solitudine.

Ansia da solitudine.

Si la conosco fin troppo bene.
Una delle poche cose che mi fa davvero stare male.
Io poi credo di essere nata per stare in mezzo alle persone. Se non parlo con la gente, se non mi confronto con gli altri, mi spengo. Se non parlo con qualcuno dopo un po' mi si raggela la lingua, già in condizioni normali mi è difficile parlare, figuriamoci. Sono una persona che ama il contatto, ama poter contare con certezza su qualcuno. Detesto dubitare, non potermi fidare.

E detesto restare sola.

24 dicembre 2012

Non sono queste le cose che contano nella vita.

Verde come il bracialetto della Jelle, verde come la speranza.
E giallo come non lo so, lo abbiamo scelto perchè costava poco.

E pensare che ho passato quasi cinque anni in quel palazzo ad odiare qualsiasi cosa.
Cinque anni ad osservare lo schifo e il degrado. A mentire ai ragazzini di terza media sul fatto che con un po' di impegno il brocca di potesse fare.

E adesso il brocca non esiste più, abbiamo anche cancellato dal muro il color brocca.
Cambia tutto, cambiamo noi, siamo cresciuti e cresceremo. Abbiamo sudato, non solo oggi per dipingere, ogni giorno. Ci siamo mandati affanculo tante volte, ma nei momenti in cui bisognava essere uniti lo eravamo. Non amici, forse compagni. Si lecca il culo tutti insieme a melegari per rimandare la verifica, gli appunti sono di tutti, chi ha una casa libera che facciamo una festa? Chi porta da bere domani?

Fanculo a chi dice che abbiamo vissuto nell'ombra.
Noi nell'ombra non ci siamo mai stati.
Le cose si dimostrano col tempo, nei momenti più duri.
Abbiamo lasciato la nostra impronta.

Non sono queste le cose che contano nella vita. Cit.

23 dicembre 2012

Cambiamento.

Da un giorno all'altro ti ritrovi ad avere una enorme voglia di cambiamento. Forse però non è proprio comparsa all'improvviso.
E' l'accumulo opprimente di tanta staticità.

Persino facebook oramai mi consiglia di inserire un indirizzo universitario al mio profilo.
Caro facebook, vaffanculo. Pernsi che se potessi non lo avrei gia fatto?

No, non posso farlo. Sono inchiodata qua. Ecco.
E anche se adesso abbiamo i muri verdecherilassalamente non cambia molto.
 

21 dicembre 2012

Comunicazione di servizio.

Salve, questo post è solo per annunciare che non è finito il mondo.
Oggi fa i 18 anni la mia migliore amica.
Auguro a tutti un'ottima giornata.

20 dicembre 2012

Vaffanculombe

Mille idee per la tesina che non riuscirò a realizzare per mancanza di tempo.
Una decina di libri da leggere e mille cose da scrivere.

Cazzo sono in quinta ho matematica in seconda prova e matematica è la materia in cui vado peggio porca lurida vacca ma forse non dovrei pensarci dato che ci sono passati tutti e tutti sono sopravvissuti almeno credo magari nei secoli di esam di maturità qualcuno e morto come faccio a saperlo vabbeh l'hanno scorso le vacanze di natale le avevo passate a leggere Tex adesso devo leggere i libri della Bertopatty che non è proprio la stessa cosa è leggermente più pesante e poi devo studiare matematica e fisica se voglio provare a rimediare devo leggere i malavoglia dato che avrei dovuto farlo quest'estate ma naturalmente non l'ho fatto e poi devo leggermi anche un libro in inglese ma lo leggerò in italiano come al solito e poi devo iniziare a studiare dante che non ho ancora cominciato anche se sono due mesi che la vava lo spiega ma dante mi sta anche simpatico dai più di leopardi.

Due settimane.
Vaffanculomb.

12 dicembre 2012

12.12.12

 
 Post aperto alle 17:32 del 12.12.12

Che bella data oggi, ho mangiato una valanga di biscotti fatti dalle adorabili ragazze di 4^S e poi ho fatto una verifica di fisica imbarazzante.
Mazzini mi pareva un po' un esaltato, però la via di Parma che gli anno dedicato mi piace quindi non sparlerò di lui, ecco. Povero mazzini però.
Casa mia sembra un frigo, mi sembra di studiare in frigo. Maledizione.
Non mi sono mai resa conto di quanto fosse peso il mio libro di storia.
Non sono importanti i dettagli, i dettagli sono da perfettini.
Menomale perchè non so un cazzo dei dettagli.
Per la miseria non so nemmeno le cose a grandi linee.
A forse ora provo a ripetere.
Poi devo anche lavarmi, sia chiaro.
Ok mi sono lavata.
In teoria ho finito di studiare storia ma non ho iniziato chimica.

Post chiuso alle 22:46 del 12.12.12

11 dicembre 2012

Fisica.

 
Pausa nel mezzo di un pomeriggio dedicato, mio malgrado, alla fisica. E poi devo ancora iniziare a studiare Hegel. Programma per domani: svegliati, alzati, lavati, mangia qualcosa, mettiti su una faccia credibile e prendi la corriera, teoria di fisica, pratica di fisica, esci da scuola, visita medica, torna a scuola, interrogazione su Hegel, vai a casa, mangia, studia, studia, studia, studia, mangia, vai a dormire. Fattibile.

Se domani melegari facesse una verifica solo sulle reti di condensatori forse potrei cavarmela. Ma non sarà cosi. #fisicatroviamouncompromesso

10 dicembre 2012

Non senti una pragmatica sensazione di aver rotto il cazzo?

Quante persone la dovrebbero percepire e invece sono immuni.
Quante persone la percepiscono e fanno finta di niente.
Non importa, è geniale. Il motto della mia settimana.

7 dicembre 2012

Categorie.

Al mondo esistono due grandi categorie di persone:
quelle con le manie di persecuzione
quelle che si credono più furbe degli altri.

E non c'è niente di peggio
che vedere ovunque gente che punta il dito contro di te
anche quando la gente non sa neanche che esisti.

Ed è forse ancora più dannoso
pensare di poter fare quello che vuoi
senza guardare in faccia a nessuno
solo perchè sei tu con la tua faccia di merda.

Certa gente ha davvero la faccia come il culo.

E non se ne vergogna, no, cammina a testa alta.
Per nostrare a tutti la sua bella faccia di merda.
E nonostante tutti lo guardano male lui continua.
Perchè si crede dannatamente superiore.

5 dicembre 2012

Non posso controllare tutto.

Non ho mai preteso tanto dalla vita.
Solo un po' di tranquillità, di felicità e di amore.
Solo il poter essere libera di essere me stessa.
Più che altro la forza di fregarmene di chi cercava di colpirmi.
Mi sono sempre accontentata delle cose banali ma belle della mia quotidianità.
Perchè l'ho sempre saputo che se si spera di vivere un film non si è mai felici.

Ho imparato a trovare la bellezza in un cielo più blu del solito.
O in quell'alba bellissima che vedo dalla corriera quando vado a scuola.
Ho imparato a cercare la dolcezza in tutte le cose.
Ho imparato che commuoversi, piangere, non è da deboli.

Perchè alla fin fine non sono onnipotente ne immortale.
Il mio mondo, la mia vita, ha dei limiti, dei confini.
Inizia in un punto e finisce in un altro.
E mi ci è voluto del tempo per accettarlo.
Ancora adesso forse non ci sono riuscita del tutto.

L'unica cosa che forse so fare bene è sorridere.
Trasformare i ricordi brutti in insegnamenti.
Vedete tutto quanto come un percorso.
Un percorso che mi ha portata ad essere come sono ora

E nonostante io sia pessimista di natura sto migliorando.
Prima i momenti in cui ero tranquilla e felice erano pochi, ora sono sempre di più.
Forse perchè ho cominciato a prendermi cura di me e non l'avevo mai fatto.
Non mi sembrava importante tutto qui.
Forse perchè ho fatto patti e compromessi con me stessa e con il mio mondo.

Ma non sono rassegnata, tutt'altro.
Ho solo capito che non posso controllare tutto.

3 dicembre 2012

Io sono stato qui.

 
Io sono stato qui.
Quante volte lo abbiamo scritto.
Sui banchi di scuola, sui muridi città straniere.
Ci siamo mai chiesti perchè lo facciamo?
Perchè sentiamo questa esigenza di far percepire al mondo la nostra presenza?

Noi siamo in parte consapevoli di ciò che siamo nel presente.
Non abbiamo nessuna certezza su quello che diventeremo e cosa ci succederà.
Per questo ci appigliamo ai ricordi, alle nostre poche certezze.
Ci appelliamo a quello che siamo stati per poter definire la nostra identità.
E cerchiamo di bloccare ogni istante, di renderlo eterno.

E scattiamo fotografie, scriviamo diari, incidiamo nomi sui banchi.
E ci illudiamo che almeno quel piccolo gesto possa restare eterno.
Fermo li, qualsiasi cosa succeda.

Se qualcosa è esistito lascia traccia.
Basta cercare bene, ci sono infinite tracce di un infinito passato.
Alcune più chiare e visibili ,alcune nascoste.
Stanno nel mondo, quello che vediamo è l'insieme di quelle tracce.

Ognuno di noi lascia delle tracce, solo per il fatto di essere esistito.
Questo mi consola, il lasciare traccia, mi consola.

1 dicembre 2012

Fine del mondo.

 
Sono stata tutta la mattina seduta su una sedia con il panno addosso a cercare qualcosa di interessante da fare su internet, anche se dovrei studiare. Anche se so che poi sarò nella merda. Ma in questi giorni sono presa dalla più totale apatia e dal più totale disinteresse per qualsiasi cosa, non ho neanceh nulla da dire, nulla che pi piacerebbe fare, nulla da scrivere. Perlomeo sono grossomodo tranquilla anche se la notte sogno la fine del mondo. Quanti giorni è che mancano alla fine del mondo? Il 21 dicrembre melegari ha fissato una verifica di matematica, magari la mia fine del mondo partirà da li.

30 novembre 2012

Shine.


Non so se è stato leoparti o la chimica del carbonio a rubarmi la linfa vitale.
Sta di fatto che stassera più spenta di così non potrei essere.

Siete gentili a dirmi cosa fare
per non sbagliare
non vi dispiace se provo a camminare
con queste gambe che ho

28 novembre 2012

Bibi.

Superato l'orizzonte dello specchio
Spedizione dirottata sul non ritorno
Nel vuoto apparente fra cielo e terra
Verso le mani fonti della vita
Tra le stelle dell'orsa e del delfino
C'è gente che vive amando ciò che ha
E non odiando ciò che non avrà


Sono priva di preoccupazioni ultimamente, il che non è da me.
Di solito quando non sono ansiosa è perchè sono menefreghista.
E potrebbe eessere questo, in un certo senso.
Almeno sono felice per la miseria, sono tranquilla insomma.
Riesco anche più o meno ad organizzare tutto quanto e ad essere abbastanza calma.
Forse è la consapevolezza che da gennaio in poi sarà molto peggio.

Domani ho la verifica sull'idealismo e ho solo dato una letta grossomodo a tutto.
Non me ne sono resa conto di essere in quinta mi sa, anche se studio come un cane.
Ma alla fin fine ho sempre studiato come un cane, qual'è il problema?

Sono riuscita a dare la patente, che per quanto mi riguarda era più importante.
Fosse per me me preferirei dare tutti gli esami in croce rossa e togliermi il pensiero.
Almeno dando quegli esami farei qualcosa di utile, per la miseria.
La maturità è un esame in cui devi studiare per poter studiare ancora.
Questo non mi sta bene. Ecco non lo trovo giusto.

Ho talmente tanta sonno che non so neanche cosa ho scritto qua sopra.
E mi scappa la pipi.

Notte.

27 novembre 2012

Folla.

 
Quando un posto diventerà casa mia io me lo sento fin da subito.
La prima volta in cui ci metto piede già capisco tutto.
Non c'è un motivo specifico per cui un posto mi da più sensazioni di un altro.
Il perchè si rivela sempre dopo solitamente.
E solitamente la cosa bella è che ci ho sempre azzeccato.

tra la gente mi nascondo,
nella folla mi disperdo
gioco a fare il trasparente
per sorprendere chi voglio

25 novembre 2012

Scappiamo al primo schiaffo.

Noi siano Antonella, soffocata a 21 anni da un “fidanzato geloso”. Siamo il corpo martoriato di Fabiola, a cui il marito ha scaricato addosso tutti i proiettili di una pistola.
Siamo Rosetta, strangolata dal marito che l’aveva abituata alla paura delle botte e alla fine l’ha ammazzata. Siamo Enzina, mamma disabile uccisa a pugni da suo marito che si è giustificato così: “Ero ubriaco”. Siamo Leda, morta in ospedale dopo mesi agonia perché il suo compagno le aveva dato fuoco. Siamo Rosanna e la sua bambina, che un giorno ha telefonato al 118: “Papà ha ucciso la mamma e si è suicidato”. Siamo Antonia, assassinata per strada dall’ex compagno con una stilettata al cuore. “Mi ha picchiato ancora”, le sue ultime parole. Siamo Kaur, uccisa dal marito e gettata nel fiume: aspettava un bimbo e “vestiva troppo all’occidentale”. Siamo Vincenzina, accoltellata dal marito davanti al figlio adolescente perché non lo “lasciava parlare durante una discussione” .


Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Per onorare le vittime possiamo ricordare i loro nomi e le loro storie dolorose. Sapere che l’assassinio è la punta di un iceberg. Ricordare che siamo, potenzialmente, tutte vittime: non importa quante lauree, quanti soldi, quale famiglia alle spalle. Soprattutto possiamo insegnare ai nostri figli il rispetto. E alle nostre figlie che nessun amore cambia un uomo violento, ma l’amore per noi stesse ci salva la vita.

24 novembre 2012

IBRIDO.

 Io sono qualcosa.
Un qualcosa che no so bene cosa.
Un qualcosa che è l'insieme incasinato di tante cose.
Un qualcosa che è un po' quello che sono e quello che vorrei essere.
Passato e futuro, forse un po' più passato.
Un qualcosa che non è ne buono ne cattivo.
Non è bello ma non è neanche da buttare.
Qualcosa che a volte amo e altre volte detesto.
Un qualcosa che ho imparato ad accettare soltanto cercando di cambiarlo.

Ma alla fin fine non so da dove son partita.
Non so dove voglio arrivare.
Non so neanche dove sono arrivata fin ora.

Non sono ne carne ne pesce.
Ne bianco ne nero.
Credo di essere pesce, però sono grigia.

Sono un ibrido, un ibrido del cazzo.



22 novembre 2012

Qualcun altro.

Stacco dalla parete poster che fino a pochi mesi fa adoravo. Tolgo dagli album di foto quelle in cui ero insieme a persone che hanno perso significato. Sull'ipod ho canzoni che ho riascoltato mille volte, ma ora quando metto in riproduzione casuale e le incontro passo oltre. Avevo idee, obbiettivi, convinzioni e principi che ora mi sembrano vuoti e privi di senso.

Elena di un anno fa era una persona. Io sono qualcun altro.

Proprio come le canzoni, se le ascolti troppe volte prima o poi le svuoti di significato ed emozione. Allo stesso modo convinzioni della mia vita in cui mi ero rifugiata in questi anni mi sembrano lontani milioni di anni luce dal mio pensiero attuale. Il problema è che cambia tutto così talmente in fretta che io rimango indietro. Mi alzo la mattina e detesto cose che fino al giorno prima mi piacevano, mi viene voglia di vestirmi diversamente, di parlare diversamente, di interagire con gente nuova. Mi sta tutto stretto, tutto quanto. Da un momento all'altro perde senso ogni cosa e io resto ferma li, tutto mi sembra solo una grande, colossale, inutile presa per il culo a cui mi sforzo di credere. E sono stanca, stanca da morire.

Spero che i ragazzini di terza media con cui ho parlato oggi non ci vengano al Marconi.

21 novembre 2012

Forse dovrei arrendermi alla generale mediocrità.

Ultimamente non sopporto più la gente. Mi sembrano tutti così schifosamente prevedibili da non meritare nemmeno attenzione. Da un lato cerco di parlare il meno possibile, di pensare molto ma rimanere zitta, di contare fino a diecimila prima di aprire bocca per esprimere un'opinione. Dall'altro mi sta venendo una dannata invidia nei confronti di tutta la massa di gente che si accontenta di vivere nelle proprie banalità, all'interno di schemi già tracciati. A volte perso che mi godrei di più la vita se la smettessi di ragionare troppo, se la smettessi di cercare di distinguermi dalla massa e di cambiare sempre in meglio. Forse dovrei rassegnarmi e lasciarmi trasportare dalla corrente. Ragionare per luoghi comuni, diventare stupida ed essere felice di ogni merda che mi rifilano pensando che sia cioccolata.

Dovrei mettermi anche io a fare la finta depressa, la perenne pessimista, dovrei pubblicare stati strappalacrime su Facebook ogni cinque minuti e poi riempire il mio profilo di milioni di foto inutili e tutte uguali in cui mosto al mio piccolo e squallido mondo quanto sono figa quando mi ubriaco come una gallina, perchè adesso va di moda fare i vissuti in questa maniera squallida. E non appelliamoci al vecchio luogo comune che ci si ubriaca per dimenticare. Stronzate dai, stronzate. E poi sfottiamo chi il sabato notte lo passa in turno in Croce Rossa, noi che siamo tanto adulti e superiori. Ma per piacere.

Che pena, Dio mio, che disgusto.


20 novembre 2012

Complicated.

 
I'm only happy when it rains
I'm only happy when it's complicated
And though I know you can't appreciate it
I'm only happy when it rains
You know I love it when the news is bad
Why it feels so good to feel so sad
I'm only happy when it rains


Vorrei solo smettere di sentire fitte al petto gni volta che il pensiero sfugge al mio controllo.

16 novembre 2012

Colpi.

Prendi dieci, cento, mille, un milione di colpi.
E dopo un milione di colpi, credetemi, si sente male dappertutto.
Si sente così tanto male che altre botte ormai non fanno la differenza.
Continuano a colpirti e tu resti li, rassegnato, senza più difenderti.
Perchè ormai ti sembra di non sentire più niente.
Più male di così non può fare e allora non senti niente.

Lasci che tutto ti scivoli addosso e resti indifferente, schifosamente indifferente.

And I feel like today's the day
I'm lookin' for the words to say
Do you wanna be free, are you ready for me
To feel this way
I don't wanna lose you
So, it may be too soon, I know
The feeling takes so long to grow
If I tell you today will you turn me away
And let me go?
I don't wanna lose you

15 novembre 2012

Sorteggio.

Sorteggio. Lo dice la parola stessa, decide la sorte.
Si annulla ogni logica e razionalità, si sceglie casualmente affidandosi a una serie di eventi non prevedibili che non dipendono da noi ne da nessun altro. Si sorteggia e tu sei uno fra tanti, e non credi mai di poter essere quell'uno fra tanti, o magari ci credi ma non lo ammetti. Però un uno fra i tanti deve esserci, puoi essere tu. Ma ti sembra più probabil e che sia qualcun'altro, a sentimento. Ciò è irrazionale, ma anche il sorteggio lo è. Quindi perchè non potrebbe essere una regola verificata che tu hai meno possibilità di essere l'uni fra tanti rispetto ai tanti che ti stanno attorno. Tutto è irrazionale, come quello che ho appena scritto.

Sta di fatto che sono stata sorteggiata per andare al laboratorio di Bologna. E sono anche stata sorteggiata per andare al viaggio della memoria. Sono stata due volte quell'uno fra tanti. E non so cosa cavolo significhi questo, ma mi piace.

Io credo che tutto accada per una ragione.
Le persone cambiano perché tu possa imparare a lasciarle andare via. Le cose vanno male perché tu le possa apprezzare. Quando invece vanno bene credi alle bugie perché poi imparerai a non fidarti di nessuno tranne che di te stesso. E qualche volta le cose buone vanno in pezzi perché cose migliori possano accadere. Marilyn Monroe

14 novembre 2012

Mi lamento.

Oggi ho due cose su cui voglio lamentarmi, dato che lamentarmi è l'unica cosa che posso fare senza essere valutata o giudicata.

Prima cosa che voglio criticare: gli standard.
Bella merdata. Cosa vuol dire standard? Media? Andazzo? Cosa mene viene in tasca dal fatto che esistano degli standard? A cosa servono quando la vita è la cosa più mutevole e imprevedibile a cui si possa pensare? Servono a renderti più difficili le cose. Si perchè più nella vita fai bene e ti impegni per mantenere alto il tuo cazzo di standard più quando sbagli vieni fregato. Perchè chi sbaglia spesso è una volta ogni tanto fa giusto viene elogiato inverosimilmente. Invece chi per la maggior parte del tempo si impegna e si fa il culo viene dato per scontato, non viene premiato per ciò che fa, anzi viene punito maggiormente le poche volte in cui sbaglia. Ecco la merdata che è l'esistenza degli standard.

Seconda cosa che voglio criticare è il ciclo.
Perchè una volta al mese con regolarità deve cominciare a farmi male la testa, a farmi male la pancia, la schiena, le gambe, il braccio destro e il polpaccio sinistro? Perchè devono scoppiarmi le orecchie e deve sembrarmi insopportabile chiunque mi passi davanti? Perchè? Perchè sono una donna e ho il ciclo. Altra bella cosa.

E avrei ancora molte cose da scrivere, potrei fare una lunghissima lista, ma sai com'è, ho millecinquecento caratteri e devo limitarmi. Ecco un'altra cosa di cui dovrei lamentarmi.
Ma per stassera basta così dai.

12 novembre 2012

fiducia.

 

Non ha senso chidere fiducia con l'intento di tradirla.
Non ha senso pretendere che la gente si fidi di te e alla prima occasione approfittarsene.
Anche se apparentemente è per una buona causa, non importa.
La fiducia è fiducia, e basta.
Non importa per che motivo la tradisci, la tradisci e basta.
Ed è la cosa peggiore che esista.

7 novembre 2012

futuro.

 

Il passato è storia, il futuro è mistero ma oggi è un dono, per questo si chiama presente.

Ieri era passato, e quel che è stato è stato.
Domani è un incognita, tutto può attendere dall'altra parte.
Ma oggi, oggi è un presente che non riesco a vivere appieno.
Un presente pieno di sfide e continui ostacoli.
Ostacoli che io continuo a superare, con fatica, ma senza sapere a che scopo lo faccio.
Forse ciò che mi fa andare avanti è una promessa che mi ha fatto il futuro.
La promessa di essere migliore del presente, qualsasi cosa succederà.


Il futuro mi ha promesso libertà.
The best is yet to come.
 

5 novembre 2012

Incognita,

Alla fin fine quello che mi fa stare male della mia vita è che sia tutta una totale incognita.

Forse è colpa mia, perchè se posso scegliere fra una cosa semplice e una impossibile io scelgo sempre quella impossibile. Poi mi ritrovo sempre a dover fare i salti mortali per stare dietro alle mie scelte, a dovermi stressare e creare piani d'azione improponibili per stare dietro a tutto. E mi faccio decine di piani in testa, pianifico tutto. E per un attimo tutto mi sembra perfetto. Poi mi guardo attorno e vedo che in realtà ci sono un sacco di variabili che non posso controllare, un sacco di ostacoli che potrebbero sbarrarmi la strada e allora capisco che non è perfetto proprio un bel niente e che sono al punto di partenza.

4 novembre 2012

Figlia mia.

E parole ancora ancora parole
Sempre più parole
Ma che santo sei
E parlare, e come come parlare
Madre santa senti io santo mai
Ora sono qui, con tutti i miei lividi
Ora sono qui, segni indelebili


Ogni tanto mi viene la paranoia che mia figlia un giorno leggerà questo blog. E probabilmente penserà che sua madre era solo una cretina instabile e lunatica. La mia segreta speranza è che almeno un po' riuscirà ad immedesimarsi nei miei pensieri. Ma magari quando mia figlia saprà leggere, questo blog non esisterà più.
Sono io che sperò sempre che tutto sia per sempre.

Comunque figlia mia se stai leggendo queste righe vuol dire che sono passati tanti anni ma questo blog è ancora qui. E allora forse qualcosa nel mondo ce la fa a resistere per sempre. E sappi figlia mia che tua madre oggi, 4 novembre 2012, non aveva nient'altro da dire perchè aveva passato tutta la giornata a studiare fisica e non capiva nemmeno più la differenza fra una sedia e un cavallo. Ciao amore mio, spero che il tuo nome sia Violante e che tu abbia in padre americano. Se non è così tutti i miei piani di vita sono andati a puttane anni fa. Succede. Sinceramente tua, Ele.

1 novembre 2012

Riflessioni.

Sono sempre più convinta
che il mondo vada avanti
solo grazie a chi esagera
a chi va oltre, sempre
a chi se ne frega dei limiti comuni
a chi segue l'istinto sempre
anche se a volte può essere sbagliato.

Il mondo va avanti grazie a chi ama
a chi si affeziona agli estraniei senza motivo
a chi mette da parte la cattiveria e l'invidia
a chi prova piacere nel donare il suo tempo agli altri.

Le uniche cose che funzionano bene
solo quelle in cui le persone non hanno pretese
quelle cose che si fanno senza un tornaconto.

Un mondo decente ci sarebbe
se le cose fatte gratuitamente
non fossero considerate perdite di tempo,
un mondo in cui chi presta il suo tempo gratis
non è considerato un fesso.

Servirebbe un mondo in cui farsi pagare
non dovrebbe essere l'unico obbiettivo della vita,
ma, seppur importante, uno dei tanti.

Perchè alla fine è così bello far sorridere la gente
sentirsi ripagare con un grazie sincero
far stare un po' meglio una persona in difficoltà
e farlo per te stesso, farlo per egoismo.

Questo avrebbe senso, ecco.

30 ottobre 2012

Vittime.

ad ogni sosta c'era sempre qualcuno
e quasi sempre tu hai provato a parlare
ma non sentiva nessuno


L'ultima cosa che voglio è dovermi sentire in colpa.
Lasciare vittime dietro di me per essere felice.
Voglio fare proprio il contrario.
Non sopporto che mi si ricordi per quella che ha avuto fortuna.
Voglio meritarmi tutto, tutto quanto.
Perchè se io fossi dall'altra parte della barricata ci starei male.
E non voglio che qualcuno stia male per colpa mia.

29 ottobre 2012

Non sono pronta.

La mia valigia, treno dei sogni,
piegati, perfetti, nascosti nel buio
nascosti nel caos, dentro di me


Oggi era il giorno in cui dovevo dimostrare al mondo di essere in grado di controllarmi, di gestire le mie emozioni, di concentrarmi e raggiungere un obbiettivo.
Soprattutto era il giorno in cui dovevo dimostrare a me stessa di essere guarita, di essere riuscita a cambiare e a controllare la mia natura instabile. Ma come al solito c'è qualcosa che tocca, qualcosa che mi lascia l'amaro in bocca anche adesso che dovrei essere felice.

Forse perchè ormai non mi basta più essere fortunata, avere le botte di culo. A volte vorrei avere sfiga e doverci combattere contro, magari anche perdere, ma combattere bene. Dalle mie battaglie ultimamente soltanto mi tiro indietro, cerco scuse, mi nascondo. Voglio ritrovare la mia forza di combattere, voglio dimostrare a me stessa che ce la posso fare. Perchè oggi non ce l'ho fatta fino in fondo, non ho reso orgoglioso nessuno fino in fondo se gli spettatori ignoranti. Non posso sperare che vada sempre così, sono grande e il mondo è pronto per mangiarmi senza scrupoli. E oggi ne ho avuto un assaggio. Non sono pronta, non la sono.

Non ci sarà sempre qualcuno a vegliare su di me.

26 ottobre 2012

Ossessiva.

Sono ossessiva nell'amare.
Sono ossessiva nell'appassionarmi a qualcosa.
Sono ossessiva nell'affezionarmi alle cose.
Sono ossessiva nello studiare a volte, altre volte nel non fare nulla.

Sono ossessiva nello scrivere ogni mio più insignificante pensiero per paura di dimenticarmelo. Sono ossessiva coi ricordi, con le date, con le foto, gli scontrini e i biglietti del treno. Tutto ciò che è concreto e non può essere distrutto da un tasto del pc. Sono ossessiva perchè ho una dannata paura di dimenticare tutto quanto e non avere più nulla da raccontare.

25 ottobre 2012

My mother was a tailor

There is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it's been the ruin of many a poor boy
And God I know I'm one

My mother was a tailor
She sewed my new blue jeans
My father was a gamblin' man
Down in New Orleans

Now the only thing a gambler needs
Is a suitcase and trunk
And the only time he's satisfied
Is when he's on a drunk

Oh mother tell your children
Not to do what I have done


Oramai sono grande. Ho imparato a distinguere le critiche costruittive da quelle che ti vengono fatte solo per ferirti. Ho imparato a capire la dolcezza delle persone che ti fanno il culo per il tuo bene, perchè guardano al futuro, perchè sanno che il mondo fuori ti da botte peggiori. Mi commuovo di fronde a chi va oltre, chi cerca di trasmetterti un po' della sua esperienza di vita per fare in modo che tu soppravviva nel mondo. Perchè è questo di cui si tratta, sopravvivere.

Per questo io mi circondo sempre delle persone che gli altri allontanano. Sono le persone che non vengono apprezzate da chi vuole sempre sentirsi elogiare e non accetta di essere criticato anche se quella critica è a fin di bene. Non sono i "brava" che ti fanno crescere ma i "puoi fare di meglio". Perchè alla fine di tutto ringrazierai le persone che ti hanno fatto il culo, non quelle che ti hanno fatto dormire sugli allori. Perche fuori è sempre peggio, sempre.

24 ottobre 2012

Le mie parole.

Cerchiamo di vivere le nostre vite al meglio che possiamo.
Veniamo in contatto l'uno con l'altro con l'intento di provare piacere.
Alcuni di noi quando fanno buone azioni per gli altri si sentono appagati.
Tutti amiamo divertirci, ognuno a suo modo.
Alcuni amano la solitudine, altri sono nati per essere sempre in contatto con qualcuno.
Veniamo delusi, deludiamo, amiamo, molto spesso non siamo ricambiati.
Abbiamo le nostre manie, le nostre passioni, abitudini.
Abbiamo oggetti che ci sono cari, diamo importanza e vita ad oggetti inanimati.

Ma il nostro sforzo più grande è dimenticare che nonostante tutto siamo solo degli squallidi animali destinati a sparire un giorno. E tutte le altre complicazioni, tutte le sfide, i divertimenti, le passioni, gli affetti hanno un solo scopo. Quello di allontanarci dalla nostra paura più grande. Quello di farci dimenticare la nostra natura.

Scrivere mi fa dimenticare la mia natura, non mi fa sentire un animale.
Scrivere è e sarà sempre l'unica cosa che mi fa sentire davvero bene, sempre.
I miei pensieri, la loro multiforme capacità di manifestarsi in ogni occasione sempre al momento giusto, la mia capacita di concretizzarli con le parole.
Questa è l'unica mia qualità di cui andrò sempre fiera.

22 ottobre 2012

Luce rumore e fumo.

Guardò la tavola con la tovaglia ben distesa e i piatti immacolati. David lo aveva aspettato per tutta la sera. Fu pervaso da un penoso e insopportabile senso di colpa. Doveva scusarsi, voleva farlo. Addolcire la delusione che David stava provando era l'unica cosa che gli importava in quel momento. Istintivamente avrebbe voluto chinarsi accanto alla sua sedia per abbracciarlo. Abbracciarlo con tutto il calore di cui era capace. Avrebbe voluto dirgli che era dispiaciuto per averlo lasciato solo per tutto quel tempo, avrebbe voluto promettergli che quella era l'ultima volta in cui lo avrebbe deluso. E allora David lo avrebbe perdonato, si sarebbero abbracciati e avrebbero riso insieme. Gli avrebbe raccontato la sua serata e David gli avrebbe fatto le congratulazioni, avrebbe festeggiato con lui.

Avrebbe voluto tutto questo, ma rimase immobile a fissare il suo amico. Un presentimento gli si era insediato nel petto. Forse era troppo tardi per tutto. Forse David non avrebbe mai festeggiato insieme a lui. Anzi sarebbe stato geloso, gli avrebbe rimproverato la poca considerazione che aveva della loro amicizia. Questo gli fece salire la rabbia e si irrigidì. Non sopportava il suo atteggiamento. Non riusciva mai ad essere felice senza che David gli rimproverasse qualcosa, senza poi essere costretto a sentirsi in colpa per non averlo coinvolto. Si sentì oppresso dal suo egoista e infantile migliore amico. E non fece nulla.

Elena Antelmi - Luce, Rumore, Fumo

21 ottobre 2012

Stare male fa pensare.

E' la più grande banalità di questo mondo, ma a volte le banalità nascondono delle verità.
Stare male ti chiarisce le idee sulla tua vita e sulle persone. Ti apre gli occhi su chi è disposto a starti vicino e a sacrificarsi per te, come sempre. Ti apre gli occhi su chi fugge, chi resta indifferente, ti fa capire le loro debolezze. E poi, inevitabilmente, mette alla luce tutte quelle persone che nonostante tutto continuano a pugnalarti e rigirare il coltello nella piaga.

Non me ne è mai freato molto del fatto che la gente parlasse male di me, magari ci stavo un po' male sul momento ma poi me ne fregavo, ci ridevo sopra. Ma continuare ad attaccarmi anche adesso, di fronte alle mie debolezze, è veramente una cosa che non può lasciarmi indifferente. Perchè si può ridere di tante cose, di qualcuno che inciampa per strada, di qualcuno prende un tre a scuola, di qualcun'altro che per sua stupidità si caccia sempre nei guai. Ma si può ridere solo se quel qualcuno ride insieme a voi. Se quel qualcuno sta piangendo magari è il momento di lasciarlo in pace e trovare qualcos'altro su cui ridere. Perchè è molto facile fare dell'ironia sulle debolezze degli altri, sono capaci tutti.

Forse a diciannove anni dovremmo aver capito il confine fra scherzare e ferire.
Dovremmo aver capito quando è il momento di fermarsi. Ma non tutti crescono.

19 ottobre 2012

Non piangere.

 “Ehi, perché stai piangendo?”
Quanto tempo era passato? Ore, giorni, minuti, secondi, secoli?
“come?” fece la ragazza sorpresa, alzando lo sguardo al giovane chinatosi su di lei.
“Non sto piangendo.” sussurrò asciugandosi e le lacrime sul viso, forzando un patetico sorriso. Il ragazzo sorrise, le lentiggini sparse sulle guance, ciuffi color carota che spuntavano ribelli dal capello di lana mal infilato. Le asciugò le lacrime con disinvoltura, mentre la ragazza sobbalzava sorpresa e grata. “Non piangere!” disse abbracciandola di getto. “Non piangere, o i tuoi occhi scivoleranno insieme alle lacrime! E sono troppo belli per sparire.”

Vorrei solo liberarmi da questa perenne inquitudine, questo desiderio del nulla e di tutto allo stesso tempo. Questa continua sensazione di mancanza, di precarietà, di insicurezza. Non ho delle fondamenta, è questo il problema. E anche un grattacelo bellissimo se non ha le fondamente crolla al primo soffio di vento.

18 ottobre 2012

Mi arrendo.

Arrivata a questo punto non ho più ne la voglia ne la forza.

Perchè quando ti stressano, ti spremono, pretendono da te quello che nemmeno loro sarebbero in grado di dare allora si arriva al capolinea. Non ho mai preteso di essere la migliore, non ne avrei nemmeno le capacità per l'amor del cielo. Mi è sempre interessato mantenere la mia dignità, portare a casa risultati discreti e starmene tranquilla per i cazzi miei. Questo è tutto quello a cui ho sempre aspirato giuro. Non tutti possono nascere geniali come Leopardi o Gauss, grazie al cielo direi, pensa che palle. Bisogna accettare i propri limiti, bisogna accettare che chi ci sta attorno abbia dei limiti.

E io di limiti ne ho più degli altri in questo momento. Sembra che questa cosa importi solo agli altri e non a me. Io di fronte ai miei limiti, di fronte al fatto che ho la nausea tutti i giorni, che le prima ore a scuola riesco a restare sveglia a stento e che sono perennemente stanca mi rassegno e cerco di essere felice lo stesso. Sono felice lo stesso.

Forse dovrei lottare, l'ho fatto in passato. Ma non sono un'eroina, non ho mai preteso di esserlo. Quando sono stanca sono stanca, e lo ammetto. Adesso sono stanca. Non me ne frega un cazzo di essere considerata la migliore o quella che eroicamente ha lottato fino alla fine. Voglio solo essere quella che non ha mollato nonostante tutto e accontentandosi è stata felice. Ci penserà il tempo a dare risposte definitive. E' sempre così.

12 ottobre 2012

Vicino.

Appena mi avvicino a qualcosa sono portata dagli eventi a prenderne subito le distanze.
Contro la mia volontà, come sempre. Arrivo a un passo dalla felicità e devo tornare indietro.
Per me è sempre infinitamente più difficile che per gli altri fare le cose.
Forse sono anche io che mi scelgo sempre le cose più complicate, me la vado a cercare.

Prima o poi avrò una vita tutta mia.

11 ottobre 2012

Elena.

Elena è appena arrivata e non sa niente di me
Elena cerca un motivo, un motivo non c'è
Lei ha perduto i suoi occhi nell'oscurità
Lei ha fermato i ricordi in un discorso a metà
E cerca qualcuno che parli, ma solamento di sè
Elena cerca un motivo, un motivo non c'è
Elena è fatta di pioggia
io l'ho vista passare...


Scrivo perchè ho sempre una paura assurda di dimenticarmi le cose.
La memoria è ciò che fa di noi ciò che siamo.
Non saremmo noi, non saremmo niente senza la memoria, senza i ricordi.
Per questo scrivo, per poter rileggere, per potermi ricordare, per avere meno paura.

8 ottobre 2012

Io non so parlare.

Io non so parlare, mi sono rassegnata ormai.
Dalla mia bocca non escono quasi mai le parole giuste. Non riesco mai ad esporre le mie emozioni come vorrei, anzi non riesco proprio a esprimere niente di quello che provo a parole. Mi imbarazza, mi fa uscire la mia insopportabile voce da bimba. E poi puntualmente scoppio a ridere, e non riesco più a riprendere il mio discorso, che va puttane.

Però non sto mai zitta, questo è il problema. Al contrario sono bravissima a spargere parole al vento, sono la migliore della compagnia. Se in una serata ci sono io non ci sarà mai silenzio. Io lo odio il silenzio, per questo parlo anche mentre mangio ,mentre guido, mentre faccio le verifiche di matematica. Ma sono parole inutili, banali, sconnesse, casuali.

Eppure se mi fermo un attimo mi rendo conto che nella mia testa le cose giuste da dire ci sono. Mi mette a disagio senirle pronunciate dalla mia voce. Non sopporto la mia voce e non sopporto il modo goffo con cui parlo. E allora scrivo, scrivo poemi infiniti che quasi nessuno legge. Scrivo su questo fotolog che detesto profondamente, perchè è lento e confuso.

Eppure ogni sera mi ritrovo qui a scrivere, a raccogliere tutti i pensieri della giornata. Perchè ho bisogno di sfogarmi, perchè ho bisogno che la gente legga quello che non riesco a dire, è un'esigenza fortissima per me che la gente capisca. Perchè scrivendo posso farmi capire, posso fermarmi senza restare in silenzio, posso dire tutto quanto con calma, come vorrei.

7 ottobre 2012

Bruciare.

Vi auguro sogni a non finire
e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.
Vi auguro di amare ciò che si deve amare
e dimenticare ciò che si deve dimenticare.
Vi auguro passioni.
Vi auguro silenzi.
Vi auguro canti di uccelli al risveglio
e risate di bambini.
Vi auguro di resistere all'affondamento,
all'indifferenza,
alle virtù negative della nostra epoca.
Soprattutto, vi auguro di essere voi stessi.
- Jacques Brel.


Certe persone, certe coincidenze, certi imprevisti, certi ostacoli, senza che tu te ne accorga ti segnano la strada, ti indirizzano fatalmente verso un traguardo che tu non sai di avere, magari non vorresti avere, ma sei portato a raggiungere, inconsapevolmente.

La cosa importante è avere sempre una ragione per percorrere la strada che ci è stata imposta, dentro alle imposizioni trovare qualcosa che sia nostro, che ci appartenga. Trovare qualcosa che ci accenda, che ci faccia brillare gli occhi e ci faccia sentire felici la sera, anche quando siamo stanchi e abbiamo le gambe doloranti.

L'unico modo per tirare avanti è bruciare di entusiasmo, sempre, avere sempre una passione che si agita nel petto, cogliere tutte le occasioni, non pretendere nulla e stupirsi sempre di ciò che riceviamo. Perchè sarà una enorme banalità, ma ci accorgiamo di quanto sia straordinario il nostro mondo solo quando viene stravolto.

Trovate una ragione per bruciare all'interno della vostra normalità.

5 ottobre 2012

Sparire.

...e fieramente mi si stringe il cuore,
a pensar come tutto al mondo passa,
e quasi orma non lascia...


La cosa che più mi terrorizza è sparire. Sparire e non lasciare traccia.
E insieme a me far sparire tutto quello che ho costruito, tutto quello per cui ho lottato.
Ho fatto tante cose, tante ancora le vorrei fare.
Non posso sparire, non è ancora il momento.

3 ottobre 2012

I nomi delle cose brutte.

Alle cose brutte io non do quasi mai un nome. Se già ce l'hanno cerco di non scoprirlo. Perchè se una cosa non ha un nome non puoi pronunciarla, non puoi dirla agli altri.

Questo perchè sono del parere che se una cosa ti fa stare davvero male sei portato a tenerla per te, non te la senti di parlarne con gli altri. E se quella cosa non la sai nemmeno dire elimini qualsiasi tentazione di usarla come scusa. Usare il proprio malessere per fare pena agli altri è la più grande ingiustizia che una persona che soffre può fare a se stessa. Perchè la sua persona verrà sempre e comunque associata al suo male, vivrà sempre sotto la sua ombra.

Prima arriverà il tuo problema, soltanto dopo la gente si accorgerà che esisti anche tu.

Per questo con la maggior parte delle persone io non parlo mai dei miei problemi. Preferisco sempre che la gente mi guardi e veda solo me, l'Ele, che fa le solite cose di sempre. E chissene importa se il mio corpo può tradire i miei problemi, la gente che non sa niente di me resterà con il sospetto, non la certezza. Questo è importante.

Viene prima l'Ele e poi il sospetto. Non prima la certezza e poi l'Ele.

Chi mi conosce e mi è davvero vicino sa tutto di me, che banalità! E nonstante sappia tutto quanto continua a vedere solo me, e questa è la cosa migliore di tutte.

Questo è uno dei periodi più felici della mia vita e non voglio farmi fermare da niente.

2 ottobre 2012

Musica.

Alle medie il mio prof di musica un giorno mi chiese di ascoltare una melodia e poi di disegnare cosa mi faceva venire in mente. La musica era la più triste e malinconica che avessi mai sentito. Decisi di disegnarli un elettrocardiogramma piatto, lo avevo visto in un film e la musica di sottofondo in quella scena era molto simile a quella che il mio prof mi aveva fatto ascoltare. Feci il mio disegno e glielo consegnai. Il mio prof si stupì a tal punto da parlarne con i miei genitori. Lo stesso anno per una verifica di italiano scrissi un tema sulla morte e la prof mi diede cinque semplicemente perchè non voleva che nei temi di una bambina venissero trattati temi macabri. Ne parlò con i miei genitori anche lei, come se potesse servire a qualcosa.

La verità è che non riuscivano a concepire che io sapessi già un segreto dei grandi: la morte. Uno dei tanti segreti che i grandi hanno e ti tengono nascosti, anche inventandosi scuse ridicole come che i bambini li porta la cicogna o crescono sotto i cavoli.

Perchè? Perchè tutelare i ragazzi da delle realtà che fanno parte della nostra vita, che sono inevitabili tanto quanto è inevitabile che prima o poi quei ragazzi crescano e scoprano tutto da soli? Per quanti sforzi facciamo nella vita, per quanto possiamo arrivare in alto, tutti prima o poi moriamo. Non è un pensiero allegro con cui svegliarsi ma è la realtà. E il fatto che io questa realtà la sapessi già in seconda media non ha fatto di me un adulta complessata.

30 settembre 2012

scelte.

Dover fare delle scelte fa parte della nostra vita. Lo facciamo continuamente. Ogni istante che viviamo è una scelta, qualsiasi cosa facciamo è frutto di una scelta. Alcune sono scontate come cosa mangiare a pranzo o cosa fare il sabato sera. Poi però esistono anche quelle più importanti, quelle difficili da prendere, quelle che segnano il corso della nostra vita e possono cambiarlo radicalmente, quelle che determinano che persona sei.

Ogni scelta ha una conseguenza, e anche questa conseguenza può essere impercettibile come stravolgente. Le conseguenze ci aprono gli occhi, ci fanno capire se abbiamo sbagliato. Sbagliare a scegliere è una cosa comune, banale. Tutto sta nel vedere se la decisione che hai sbagliato era una di quelle che puoi prendere una volta sola, una di quelle decisioni sbagliate che ti fanno stare male per mesi, quelle che vorresti non avere mai preso.

La cosa buffa però è che alla fin fine non possiamo mai avere la certezza assoluta di aver fatto la scelta giusta. Il corso degli eventi che costituiscono la nostra vita è qualcosa di talmente imprevedibile e sconnesso da poter strasformare una apparente catastrofi nella più grande fortuna della nostra vita. La fregatura è che non non possiamo mai saperlo in anticipo.

E allora cosa ci resta da fare? Avere pazienza.
Continuare a prendere le nostre scelte, con coerenza.
E poi aspettare per vedere cosa succede.

26 settembre 2012

Sigarette.

Prese un ultimo profondo respiro dalla sigaretta che aveva fra le dita e se ne riempì i polmoni quasi come se quel fumo leggero potesse essere un anestetico per il ribollire che aveva dentro. La fioca luce dei lampioni della strada vicina illuminava debolmente la sua esile figura e la faceva riflettere nella vetrata dell'edificio di fronte a lui. La sua immagine leggermente deformata lo fissava con sguardo malinconico. Distolse subito lo sguardo, si avvicinò alla porta per farla aprire ed entrò. Il riflesso si spaccò in due e piano piano sparì.
Non aveva mai amato vedere la sua immagine negli specchi e detestava il fatto che quel palazzo ne fosse pieno. Quando si toglieva i suoi vestiti e indossava il camice era sempre costretto a vedere il suo corpo pallido e sfigurato riflesso da qualche parte. Si rivestiva frettolosamente tenendo lo sguardo fisso al pavimento, purtroppo il suo corpo lo conosceva fin troppo bene. Prese un elastico azzurrò e si legò sommariamente i folti ricci biondi alla sommità della testa finché tastandosi l'ammasso informe che erano i suoi capelli non fu certo che ogni ciocca fosse domata. Fece scivolare con dolcezza sulla spalla destra la piccola treccina colorata che gli aveva fatto David, l'unica cosa che a suo parere quella mattina gli donava un aspetto allegro. Si passò le mani sul viso per accertarsi di non portare con se i segni della nottata,fece un respiro profondo e uscì dallo spogliatoio.

Luce, rumore e fumo - Elena Antelmi

25 settembre 2012

Esisti.

“Quel ragazzo ti stava a cuore, vero?”
“Ha fatto delle cose orribili, ma non era una persona malvagia. Vorrei che la gente lo capisse.”
“Non puoi cambiare l’opinione della gente. Puoi solo sperare che con il tempo la gente si dimentichi di lui. A quel punto, lui non sarà più un ragazzo fuori di testa. Non sarà più nessuno, per gli altri. Sarà qualcuno solo per te, e a quel punto potrai pensare a lui come meglio credi.”

La gente non capirà mai niente. Potrai spiegare le cose diecimilavolte ma non capirà mai.
Se ti ha giudicato negativamente una volta non smetterà mai di farlo, anche se proverai tutto per fargli cambiare idea. Non servirà a niente, la gente è ottusa.
Potrai solo aspettare che venga attirata da qualche altro luccichio, che si scelga la vita di qualcunl'atro e si trastulli con quella lasciandoti finalmente in pace. La gente è stupida. Bisogna solo aspettare che il suo cervello inutile si dimentichi che tu esisti.


24 settembre 2012

[23.08.1946]

I fuochi d'artificio sono sostanze chimiche in grado di dar luogo a reazioni di esplosione; essi vengono lanciati da terra in aria e sono accompagnati da fenomeni luminosi e sonori e, in genere, da produzione di fumo. Normalmente i fuochi artificiali producono tre "effetti primari": Luce, rumore e fumo.

23 settembre 2012

Cicatrici.

Si nascondeva le cicatrici con il trucco in modo da renderle invisibili al mondo estero.
Le nascondeva per poter sopportare l'immagine che ogni giorno era costretto a vedere quando si trovava di fronte allo specchio. Segretamente sperava che col tempo, continuando ogni giorno a nascondere quei segni, prima o poi sarebbero spariti, e insieme a loro le altrettanto indelebili piaghe del suo animo che quelle ferite ormai rimarginate nascondevano. Quelle cicatrici erano solo la punta dell'iceberg, il peggio Greg se lo nascondeva dentro, non con il trucco, ma con il tiepido sorriso che si stampava in faccia ogni mattina.

Luce, rumore e fumo - Elena Antelmi

21 settembre 2012

Cambiamenti.

Pensare ai cambiamenti mi da le vertigini.
Più che altro mi fa male guardare cosa c'è adesso e cosa c'era prima.
Perchè quello che c'era prima mi sembra sempre migliore.

20 settembre 2012

Violante.

Cara Violante, perchè è così che ti chiamerai probabilmente, e so che sarai femmina e sicuramente avrai gli occhi verdi e i capelli biondo cenere.
Un giorno che adesso mi sembra lontanissimo tu comincerai ad esistere.

Ti insegerò a parlare, a camminare, a non farti la pipì addosso.
Ti leggerò tante storie della buonanotte se avrai paura del buio.
E quando sarai un po' più grande ti insegerò l'umiltà, il rispetto.
Ti insegnerò ad avere dei sogni, a lottare sempre per raggiungere un obbiettivo.
Imparerai ad essere una donna forte, a farti sempre rispettare.
Ti farò viaggiare e insieme ascolteremo buona musica.
E ti insegnerò ad essere responsabile, a fare le tue scelte da sola.
E col tempo capirai che tutti gli ostacoli sono sormontabili.
Imparerai ad amare, ad odiare, a scegliere le persone giuste da tenere al tuo fianco.
E ti terrò lontana da tutto il male del mondo finchè non sarai in grado di difenderti da sola.

Ti lascerò sempre libera di scegliere, di sbagliare. Di cadere e di rialzarti.
E spererò che porterai con te qualcosa di me nella tua vita.

Da bambina, crescerai. Dovrai maturare.
Dovrai fare i conti con il mondo in cui ognuno di noi è costretto a stare.
Amerai, sarai delusa, avrai così tanti desideri da non ricordarli nemmeno tutti.

Sarai libera nel mondo. Ed io sarò sempre fiera di te.

19 settembre 2012

Amaro

Nella vita ho sempre cercato di crescere.
Di migliorarmi, di impegnarmi per abbattere i miei difetti.

Perchè è questo che bisognerebbe fare, cercare di essere migliori, prendere spunto da chi di strada ne ha fatta più di te, e migliorarsi. Ed è qello che ho sempre cercato di fare, di essere umile, di riconoscere gli sbagli e di tornare sui miei passi quando stavo andando troppo oltre.

Ogni tanto bisognerebbe avere l'umiltà di fermarsi e guardarsi allo specchio.
Chiedersi a che punto si è arrivati, se è il momento di fermarsi e di fare marcia indietro.
Chiedersi che persona si è diventati. Sempre per lo stesso obbiettivo, migliorare.

Io ci provo, anche se a volte mi andrebbe di fregarmene di tutto, ci provo.
Mi faccio il mio sano esame di coscienza e cerco di guardare il mondo con occhi diversi.
Cerco di pensare, per un attimo, che magari a volte sono io a sbagliare.
Cerco di pensare che è infantile prendersela con gli altri per ciò che nella tua vita non va.

Poi però ti trovi faccia a faccia con la stupidità di certa gente e capisci che è tutto inutile.

18 settembre 2012

Tex.

Ho sempre amato l'universo parallelo che sono i fumetti di Tex, un mondo rude, dannatamente semplice e squallido. Un mondo dove si ci fa giustizia da soli a scazzottate nei saloon e duelli con le Colt sulla collina degli stivali. Dove non si è mai costretti a tacere e abbassare la testa, dove l'unica cosa con cui dovrai fare i conti prima o poi è un pendaglio da forca.

E ho sempre adorato Tex Willer, perchè nonostante la vagonata di guai che gli si sono abbattuti addosso nella vita lui se l'è sempre cavata. Ne è sempre uscito più forte. Anche quando si ritrovava ferito sul bordo di un precipizio con i banditi alle calcagna ed era costretto a tuffarsi nelle rapide del fiume. Lui si è sempre salvato.

Tex Willer quando ha un problema prende il cavallo e se ne va al galoppo nel deserto per risolverlo. Solo con i suoi amici, lontano da tutti. E quando torna ha sempre ucciso i cattivi, vendicato le vittime innocenti e ristabilito la pace. Come un vero eroe.

Chiudo il fumetto, perchè anche questa storia è finita bene.

E ritorno nel mondo in cui io sono solo una diciottenne che dovrebbe essere cresciuta ma legge ancora i fumetti del suo eroe preferito sognando di cambiare il mondo.

Una diciottenne che non sarebbe riuscita a rialzarsi così tante volte e che davanti al burrone si sarebbe voltata e avrebbe alzato le mani per arrendersi ai banditi. Una diciottenne che mai una volta nella sua esistenza è riuscita ad ammazzare i cattivi e tornare vittoriosa.

15 settembre 2012

Some interesting bla bla bla.

Rimpiangere le proprie esperienze significa arrestare il proprio sviluppo. Rimpiangere le proprie esperienze significa porre una menzogna sulle labbra della propria vita.
È quasi come negare l'esistenza dell'anima.


Ora basta rimpianti, basta davvero. Non rimpiango le persone che ho allontanato da me, quelli che si sono allontanati per scelta. Non rimpiango le occasioni che ho lasciato correre perchè ogni scelta che fai, pur sbagliata, disegna il tuo destino. E non potrà mai essere perfetto. Mai. Fanculo ai perbenismi, ai luoghi comuni. A quella squallida cosa che si chiama educazione e ti impone di non dire quello che pensi.

Ho i miei amici, i fumetti di Tex e le canzoni di Keith Moon.

Posso cavarmela da sola. Per la prima volta in vita mia forse sono davvero certa di potermela cavare da sola. Senza false amicizie, senza contatti forzati con gente inutile.

E lascerò che la gente ignorante parli di me, parli come ha sempre fatto, e me ne fregherò.

14 settembre 2012

Fast.

 
Mr. Garras, it's my experience in situations like this, if you want to fast, go slow.
Gilbert Grissom.
 

11 settembre 2012

Istanti.

 

Fra tanto tempo sono certo ci rincontreremo io e te. Magari in una piazza piena di gente. Se in quella piazza quel giorno tu mi vedrai fra la folla, potrai sapere che ancora esisto perché ho vinto la mia battaglia. Saremo cambiati, saremo invecchiati, ma di certo ci riconosceremo. Forse riconosceremo solo un particolare; io di te riconoscerò di certo gli occhi azzurri e freddi, tu magari di me la mia faccia ingenua piena di lentiggini. Ci riconosceremo e ci fisseremo fra la folla ma nessuno dei due avrà il coraggio di parlare, non ci verremo incontro. Ci basterà quell'istante per ricordare tutto, riaccendere tutto. E poi spegnerlo per sempre. Nessuno dei due avrà il coraggio di andare oltre quell'istante di spiacevole disagio.

Molto probabilmente però in quella piazza piena di gente ti ritroverai da solo, lo sappiamo entrambi. Però sono certo che ti guarderai attorno lo stesso sperando di vedermi, ti ricorderai di me. Penserai che la mia malattia mi ha portato via tanto tempo prima e tu non l'hai neppure saputo. Spero penserai a me con la dolcezza di un uomo che consapevole del suo destino ha deciso semplicemente di sparire. Spero porterai con te qualcosa di me nel mondo.

Luce, rumore e fumo - Elena Antelmi

10 settembre 2012

Nostalgia.

Mio nonno è un uomo molto alto e molto grosso.
Il nonno ha una faccia tonda e paffuta. Ha i capelli bianchi e le orecchie grandi.

La cosa che mi piace di più sono i suoi occhi azzurri e brillanti che danno alla sua faccia un aspetto allegro. Il nonno è molto simpatico e quando sbaglia a pronunciare le parole mi fa ridere, però quando io rido non se la prende, anzi si diverte e a volte parla male apposta.

Con me è sempre molto gentile e mi dice sempre che sono la sua nipotina preferita, ma so che non è vero perchè lo dice anche a mio fratello. Però una cosa è certa, lui vuole molto bene a tutti e due ed è ricambiato. Il nonno è sempre stato un mio grande compagno di giochi, infatti mi accompagna sempre al parco e quando siamo li mi racconta tante cose. Poi molte sere giochiamo anche a carte, soprattutto a pataglia che però è un gioco noioso che dura ore e alla fine io resto sempre in pataglia, che vuol dire che ho perso.

Il nonno per me è molto importante, indispensabile!

Elena, 7 anni. Tema : Il mio nonno.

Ora nessuno ha più tempo di giocare a carte con me.
Era divertente anche perdere. Però lo capisco sempre troppo tardi.

5 settembre 2012

Credo di essere nata per soddisfare le aspettative degli altri.

Come in un circolo vizioso, qualcuno si aspetta qualcosa da me e io puntualmente mi apro il culo per non deludere. Col tempo mi creo la fama di una che "fa sempre ciò che si deve fare" e la volta dopo sarò da capo, con ancora più aspettative sulle spalle.

Esci con una buona media, diplomati con un buon punteggio, passa l'esame della patente al primo colpo, entra in una buona università, trovati subito un buon lavoro.

Lo sai che le capacità per fare le cose tu ce le hai, ele, lo sanno tutti.

Che luogo comune del cazzo. Nessuno nasce già con la capacità di realizzarsi nella vita, non si nasce migliori degli altri perchè i geni che casualmente ti sei beccato sono i migliori. Partiamo tutti dallo stesso blocco di partenza, con le stesse possibilità.

La differenza sta in quanto in alto puntiamo, nelle aspettative che abbiamo, negli obbiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere e da quanto siamo disposti a sgobbare.

E allora le persone si distanziano, prendono strade diverse. Qualcuno si accontenta di andare in discesa verso una meta mediocre, altri cominciano a sgobbare nella strada in salita perchè sono certi che alla fine troveranno un posto migliore. C'è chi semplicemente si ferma e se ne frega, aspettando che qualcosa di bello giunga a lui per caso.

Io sono fra quelli che prendono sempre la strada in salita.
La maggior parte delle volte però solo perchè sono rincorsia da qualcuno.
E anche se ho il fiatone sono constretta a salire.

3 settembre 2012

Le canzoni sono come un emozione.

Iniziano quasi sottovoce, poi aumentano di intensità fino ad arrivare al momento più bello e più intenso, quello che ti fa venire la pelle d'oca. E poi lentamente si spengono.

Ci sono alcune canzoni che ho ascoltato miliardi di volte e in miliardi di situazioni diverse, con in testa altrettante diverse emozioni e sensazioni. Quelle che conosci morbosamente a memoria e ti sono così dannatamente familiari da entrare dentro di te e fare piazza pulita perchè sanno esattamente che corda di te toccare.

E ciascuna di quelle canzoni ha una storia sua. Ed è come se tu, ascoltandola in così tante situazioni diverse, avessi contribuito ad aggiungere qualche pagina a quella storia.

Quelle canzoni fanno parte di te quanto tu fai parte di loro.

Non sono mai stata brava a esternare le mie emozioni, se non scrivendo. Però potrei spiegare tutto di me alla gente semplicemente facendo ascoltare alcune delle mie canzoni.

Ce ne sarebbe una per ogni sfaccettatura della mia personalità, anche per quelle più schifose e nascoste. Una che spiega i miei ideali, un'altra che racconta la mia vita, un'altra ancora che espime la mia perenne insicurezza e il mio stare in bilico. Una che racconta che esplosione sia per me l'amore, un' altra per mio lato più fragile, una che rappresenta la mia forza.

Finita la musica non avrei nient'altro da aggiungere.
Quelle canzoni mi svuotano e trasformano quello che ho dentro in energia e colore.

2 settembre 2012

Io sono esattamente come Sally Brown.

Non riesco mai a prendere una decisione che sia davvero definitiva.
Non riesco mai a dire qualcosa ed esserne certa.
Non riesco mai ad avere delle cazzo di certezze.

La differenza è che l'unica cosa su cui poteva sbagliare Sally era l'esistenza di Babbo Natale.
E l'unica decisione che doveva prendere era se l'enorme stradivario che inseguiva gli uomini delle caverne nella sua storia per la scuola era con o senza custodia.

Invece quando le incertezze, i casini e i dubbi ce li ho io, le cose si fanno più complicate.
Proprio come quando lanci una palla di neve giù da una montagna e diventa una valanga.

Un piccolo dubbio, una piccola incertezza, un insignificante dettaglio che manca fa in modo che tutto vada a puttane. Una cosa dipo l'altra, in una catena, tutto si scombina e si attorciglia. E ad ogni anello della catena le cose diventano più incasinate e ingarbugliate da gestire.

Proprio come quando da bambina cercavo di fare le torri di sassi, ma i sassi erano irregolari e tutti diversi. Ed io non riuscivo mai a fare delle belle torri. Magari i primi piani, quelli in cui mettevo i sassi più larghi, riuscivano a reggere, ma mano a mano che salivo non riuscivo più ad impilarli quei cazzo di sassi, e allora cadeva tutta la torre.

La differenza fra me e Sally è che lei è solo una bambina in uno stupido fumetto.
E anche io sono una bambina, ma in un cazzo di mondo incasinato troppo grande per me.

1 settembre 2012

I pensieri del primosettembre.

Sto per affrontare il mio ultimo anno di liceo e non ho i libri, non ho un diario, da ieri non ho neanche lo zaino e se ci guardo bene in giro per casa mia non troverò neanche una penna bic.

Non sono neanche lontanamente psicologicamente pronta a rimettere le braghe lunghe, le scarpe chiuse, il giubbotto, la sciarpa, la matita dietro l'orecchio e i libri sotto braccio. Proprio come i bravi studenti, ecco proprio così. Come i secchioni.

Non sono neanche lontanamente pronta a tornare in quello schifo di palazzo verde che cade a pezzi e come prima cosa vedere la mia prof di inglese che si sfrega le mani vogliosa perchè finalmente potrà minacciarci per nove mesi, ininterrottamente, che qualsiasi cazzo di dettaglio che esce dalla sua bocca sarà indispensabile alla maturità.

Forse, illusa e dannatamente infantile come sono, sto ancora aspettando che la mia fottuta civetta, in ritardo di 8 anni, arrivi con la lettera per Hogwarts.


Tra 3 mesi e 24 giorni è Natale.

31 agosto 2012

Pallina balla con il tavolo.

Le persone che più mi piacciono sono quelle che donano il loro tempo e la loro passione agli atri senza volere niente in cambio. Le persone semplici, quelle che si entusiasmano per le cose che fanno da anni. Quelle persone che trovano sempre qualcosa di nuovo e di speciale in quelle stesse cose, sempre un nuovo motivo per farle.

Sono le persone che ti sorridono sempre.
E se vedono che tu ricambi fanno un sorriso ancora più grande.

30 agosto 2012

Di fuor si legge com'io dentro avampi

Petrarca aveva ragione solo su una cazzo di cosa. Che se hai dei casini, la gente se ne accorgerà sempre.
Anche se tu cercherai di tenere per te i tuoi problemi.
Loro troveranno il modo di ficcare il naso nella tua vita, se ne accorgeranno.

26 agosto 2012

standard

Voglio prendere la patente e portare mia nonna all'Ikea.
Questa è l'unica pretesa che ho.
Si impara a pretendere poco visti gli standard.

25 agosto 2012

Tranquillità. Serenità.

Certe cose ci rifletto cento, mille, diecimila volte prima di dirle. Poi mi rendo conto che se non lo facessi mi resterebbe dentro tutto questo disagio che mi rende impossibile essere serena.

Tranquillità, serenità.

Io se non ho queste due cose nella mia vita non riesco a alzarmi dal letto senza mettermi quasi a piangere. Se non sono tranquilla e c'è qualcosa che mi da pensieri o mi disturba io divento incapace di fare qualsiasi cosa, dalla più stupida alla più importante.

E per me esternare il mio disagio anche solo scrivendolo su questo cazzo di fotolog è un grande aiuto. Perchè almeno ho il mio problema ben chiaro davanti agli occhi, racchiuso in quei mille caratteri che mi sono concessi. Forse per me questo è il miglior esercizio, dover esporre il mio incasinamento in mille caratteri, poi pubblicare e non pensarci più. Quella emozione è li, li intrappolata. E ora la potranno leggere altri che per sbaglio o per voglia passeranno di qui. Questo un po' mi tranquillizza, è come un placebo.

Il fatto è che di ansia, di casini e di situazioni del cazzo me ne creo già abbastanza da sola. Non ho bisogno che anche le persone che mi stanno attorno comincino a pretendere cose che io non posso fare o dare, mi diano degli ultimatum, mi creino altra ansia. Perchè come ho detto l'ansia è una componente sempre presente nella mia vita.

Una componente così grande da togliermi la serenità, la voglia di fare, il respiro.

24 agosto 2012

"Quando una persona è niente, l'offesa è zero"

No. Io sono diversa.
Magari, anzi sicuramente, sono sbagliata. Ma diversa.
Io di fronte a certe cose non ce la faccio a lasciar perdere.

Sicuramente sarò illusa, testarda e infantile a pensare che la gente possa capire.
Che magari, a ripetere miliardi di volte le stesse cose, possa capire.

22 agosto 2012

Milioni di mani tese per afferrare.

Venire in contatto con le persone, qualsiasi tipo di persone, ti insegna sempre qualcosa.

Alcune ti passano davanti senza lasciare traccia, altre sono destinate a diventare indispensabili nella tua vita. Altre ancora ti incuriosiscono, ti affascinano. Sono quelle persone con una personalità da far spavento, quelle che puoi solo odiarle o amarle e la maggior parte delle volte le odi. Ma nonostante questo non puoi fare a meno di guardarle.

Non puoi fare a meno di cercare di capirle, di leggerle, come fossero un libro di quelli pesanti e complicati che però alla fine ti lasciano senza parole per quanto ti hanno insegnato.

18 agosto 2012

RICORDO.

Gennaio 1941 - Servizio militare a caserta.
Maggio 1942 - Spedito sul fronte di guerra in Tunisia.
Maggio 1943 - Rimasto prigioniero e spedito in campo di concentramento in Inghilterra.
Luglio 1946 - Rimpatriato.

Mia nonna una mattina di fine aprile si è alzata e aprendo la finestra si è affacciata sul suo paesino e ha visto un carro armato tedesco fermo in mezzo alla strada. Sopra c'erano un gruppetto di partigiani che bevevano vino rosso e cantavano. Duarente la notte avevano braccato i tedeschi mentre scappavano da Parma per la strada di Ugozzolo. E ora festeggiavano sul loro carro armato, bevendo e cantando.
Mia nonna sentendo quei canti sorrise e capì che la guerra era finita.

Due mesi dopo mio nonno è tornato dal fronte, proprio quando lei aveva perso le speranze.

E adesso, sono nel vento...

17 agosto 2012

Prima di dire, di giudicare, prova a pensare.

Non sopporto il fatto che per essere apprezzati ci si debba vestire in una certa maniera, frequentare certi posti e certe persone, fare quello che fanno un po' tutti insomma.

La cosa distruttiva è che prima o poi la gente si convince che il loro modo di vivere, le loro compagnie sono migliori. E allora si sentono autorizzate a giudicare, a prendere per il culo dietro le spalle chi è diverso da loro. Passando sopra a tutto con le loro prese per il culo. Passando sopra ai problemi che può avere quella persona, i dolori, le sofferenze, i casini. Tanto a loro cosa importa? Basta giudicare, sfottere e ridacchiare, umiliare la gente. Tutto senza sapere niente, senza sapere che magari stanno ridendo di una persona che nella sua vita ha dovuto passare le pene dell'inferno, che non è stata felice un solo giorno.

Ma chissene importa alla fine, no? L'importante è giudicare, sfottere, umiliare.

La cosa che più mi fa sorridere è che la gente ride di me e crede che io non me ne accorga. Questa gente che a sua volta si lamenta di avere attorno un mondo crudele ma non si ferma neanche un attimo a pensare a quello che loro fanno nella vita, al male che loro fanno agli altri.

Se dovete guardare sempre alla vita degli altri e sputtanarla a quanto pare la vostra non è poi così bella come volete far credere, bella come voi stessi vi siete convinti che sia.

14 agosto 2012

Coi girasoli oggi ti ho detto addio.

Ho passato tante di quelle giornate ad ascoltarti raccontare storie che oramai potrei raccontarle anche io. Era la cosa che ti veniva meglio, racontare. Forse era solo un pretesto per stare insieme, per passarmi qualcosa di te. Tutti i giorni a mezzogiorno meno un quarto mi chiamavi per chiedermi cosa avrei fatto da mangiare e alla sera io annaffiavo i fiori e ti raccontavo la mia giornata, tu stavi seduto sotto il portico a prendere il fresco. Era la normalità.

Credo che la cosa migliore da fare sia ricordarti quando sarò felice, magari fra gli amici, davanti ad una birra. E farmi una risata, pensando a te.

Il tempo non è mai abbastanza.

12 agosto 2012

morte

Avevo visto le stelle cadenti.
Quella notte ho sentito tre passi.
Sei passato a salutarmi...

Da prima muoiono i nostri piaceri, e quindi le nostre speranze, e quindi i nostri timori; e quando tutto ciò è morto, la polvere chiama la polvere e noi anche moriamo.

11 agosto 2012

Buio.

"È una cosa curiosa la morte di una persona cara.… È come salire le scale al buio per andare in camera da letto e credere che ci sia ancora uno scalino. Il tuo piede cade nel vuoto e… c'è un nauseante momento di tetra sorpresa".

Ho scattato un'infinità di foto, nella mia "carriera". Alcune che mi piacevano, molte altre che avrei subito cancellato. Ma la cosa straordinaria delle foto è quella che riescono ad immortalare attimi e sensazioni in un modo disarmante. E questa foto è una di quelle foto che riguardi dopo un po' di tempo e ti spiazzano. Perchè ti fanno ritornare alla mente un attimo insignificante della tua vita che ora sembra stranissimo e lontano.

Io che provavo la mia macchina fotografica nuova, lui seduto sotto al portico di casa come tutte le sere. Il mio infantile entusiasmo nel fotografare e il suo leggero imbarazzo nell'essere fotografato. Un attimo, tutto in questa foto. Era poco più di una settimana fa, ed ora il mio soggetto non c'è più; è disarmante.

10 agosto 2012

Terrorizzata.

Se guardo in faccia alla realtà, se penso a quello che mi aspetta d'ora in poi.
Se provo ad alzare gli occhi e a guardare quello che c'è nel futuro.
Ogni volta che mi rendo conto che sono qui che aspetto immobile e tutto il mondo si muove come al solito e prima o poi verrò trascinata via. E sono qui che aspetto.

Mai come adesso, sono terrorizzata.
E sto perdendo i punti di riferimento.

9 agosto 2012

Tutto come un film.

Uno di quei dannati telefilm che ho visto milioni di volte in tv.
Però stavolta è così reale che mi spacca il culo.

Ti prego svegliati. Ti prego svegliati.
Ti prego svegliati. Ti prego svegliati.
Ti prego svegliati. Ti prego svegliati.

8 agosto 2012

Aggrappati alla vita, con tutte le tue forze.

Dovrei Parlare con qualcuno e non c’è campo in tutto l’etere.
E sento il peso delle stelle che non ho afferrato mai.
Però è qualcosa che ho provato e nona volta tornerà.
A scivolare giù nella corrente
Per risalire su dolcemente
Irresistibile, stupendo
Inconcludente, dannato vivere


Non sono mai stata spaventata dalla morte.
Ho sempre pensto che fosse una conclusione obligatoria, necessaria.
E nonostante possa sembrare cinica come convinzione è soltanto una delle tante ciniche convinzioni a cui mi affido per riuscire a stare tranquilla, o almeno per provarci.
E stare in equilibrio.

Quello che mi spaventa è il percorso per arrivare a questa necessaria conclusione.
E non è dover stare male che mi preoccupa, non è la paura del dolore.
Quello che odio sono le attese, le false speranze.

Ma la cosa che più mi spaventa è guardare il mio mondo e vedere che è c

7 agosto 2012

time out

Negli ultimi giorni la mia vita mi è sembrata un film recitato da qualcun altro.
Ed io me ne sto quà a guardare, senza poter modificare la trama.

6 agosto 2012

Come fai a credere nell'anima se non credi in dio?

Io credo nelle sensazioni, negli intrecci fra le esistenze, in quei collegamenti invisibili fra le persone, collegamenti indissolubili nel tempo. Credo che non esistano le coincidenze, solo alcune perlomeno, credo che tutto, in un modo o nell'altro, succeda per un motivo, con un filo conduttore. Credo che certe cose si scoprano proprio nel momento giusto, o certe persone si incontrino proprio quando ti serve. Credo che il pensiero, i legami, l'affetto, siano la cosa che ci da la possibilità di andare oltre la nostra natura di semplici, stupidi animali. E credo nell'amore, quello che non brucia come la paglia, quello che magari è una piccola fiammella debole ma resta sempre. E poi credo nell'affetto, nel desiderio di una persona di prenderi cura di un'altra persona, senza un guadagno. Credo nel bellissimo diritto che ha un individuo di farsi toccare solo dalle persone di cui si fida e a cui vuole bene. E credo nelle sensazioni inspiegabili che ti da il contatto fisico con una persona cara. Credo nei ricordi, nella memoria, nelle storie tramandate. Credo in tutto ciò che una persona impara dalle persone che incontra e che vuole portare dentro di se nella vita, come un tesoro che è solo suo.

Questo è quello in cui credo, questo è quello che io credo sia l'anima.
E dio non c'entra proprio niente.

28 luglio 2012

Bella da morire.

Certi giorni giuro preferirei alzarmi triste, alzare il culo da casa mia e andare in giro per farmi passare la tristezza. E quella allora sarebbe una giornata ancora migliore di quelle che iniziano già bene. Quella bella giornata te la sei guadagnata alzando il culo, ti sei dato da fare per quella bella giornata. E allora è davvero bella, bella da morire.

26 luglio 2012

Dannatamente bene.

Forse finalmente sono riuscita ad uscire dal micromondo in cui mi ero rinchiusa. Forse finalmente sono riuscita a capire che è inutile far girare la propria vita sempre attorno alle stesse facce di merda, esistono tante persone, magari non di merda.

Sono riuscita ad innamorarmi, a fidarmi, senza riserva. E finalmente sono riuscita ad essere ricambiata, sono riuscita a trovare il mio equilibrio, soprattutto grazie a questo. E sono anche riuscita a trovare un po' di stima in me stessa, che non è scontato giuro. Si perchè poter provare a fare le cose senza la certezza di fallire che mi accompagnava prima è davvero un sollievo. E dopo tutto quello che ho dovuto fare per guadagnarmela questa cazzo di autostima e questa cazzo di tranquillità me la sto tenendo stretta con tutte le mie forze.

E finalmente grazie alle persone da ufo che ho attorno ho anche la macchina fotografica nuova, ed è da ufo quasi quanto loro.

E oggi ho anche preso il foglio rosa. Posso ritenermi soddisfatta.

25 luglio 2012

Help.

Allora, caro Babbo Natale, si parlo con te perchè mi sei sempre stato simpatico. E poi non avrebbe senso rivolgersi a dio, ci ho provato tante volte e non ho mai ricevuto risposta. Quindi parlo con te che un po' di caramelle almeno una volta all'anno me le hai sempre mandate, anche se non facevo la brava. E questo ti fa onore.
Ora dovrei tipo iniziare con un "ti prometto" come fanno tutti, ma sai caro Babbo arrivata a questo punto non saprei neppure più cosa prometterti. Di non bere, di non fumare? Insomma lo sai anche te come vanno queste cose, sono promesse stupide, inutili.
Per cui non prometto niente, perchè non mi va. Voglio solo che tu mi aiuti cazzo.
Non penso sia troppo pretendere aiuto, per una volta, senza dare niente in cambio.
In qualche assurdo modo ti ripagherò, promesso, ma domani ho davvero bisogno di te.

Via Chiavari, domani alle 14. Ci conto eh Babbo. Ci conto.

24 luglio 2012

Fanculo all'universo.

Oggi è pursempre il tuo compleanno :D

Greg: Lo sapevi che alcuni scienziati sostengono che i batteri del cavo orale non hanno altra funzione che impedire ai batteri più aggressivi e dannosi di stabilirsi nella bocca?
Grissom: Sì, Greg, lo sapevo.
Greg: Va bene, non ci provo più a fare buona impressione.
Grissom: Questo mi fa buona impressione!

21 luglio 2012

peeeeeeeee

Mi sembra fosse tipo un anno fa quando ho scoperto la tua esistenza.
Sai quelle specie di amicizie platoniche che nascono su facebook, dove uno può farsi i cazzi di qualcuno in pochi minuti e sapere tutto di lui in mezza giornata. E mi sembrava tipo un anno fa quando tu eri entrata completamente nella merda. E io avevo seguito i tuo calvario, si! Ti davo ragione. Ti ritenevo una di quelle ragazze colpite dalle ingiustizie dei ragazzi che badano solo ai loro ormoni e al fratellino che si trovano fra le gambe. Poi ti giuro mi ci identificavo con te, credevo fossimo simili additirrura. Forse era il fatto che anche io ero appena uscita da una situazione di merda simile alla tua e allora ti capivo.

Dio mio quanto ci si sbaglia nella vita!! Quanto si capisce delle persone vedendole gestire la propria vita. Ma soprattutto quanto le persone possono cambiare, essere subdole, voltare la faccia ai propri ideali...e per quale motivo?? Quale? Ed ora, nella stessa situazione di merda di un anno fa ti ci stai buttando da sola, e a quanto pare non hai capito niente, non hai imparato niente. E ovviamente non te ne farai niente du quello che ho scritto, anzi probabilmente tu fotolog non sai nemmeno che esiste e non leggerai mai questa roba qua. Proprio vero che la gente cerca la stabilità, impreca contro chi rovina la sua stabilità, ma quando finalmente la raggiunge allora gli sta stretta. Ed è lui stesso a distruggerla.

19 luglio 2012

odio.

La verità è che odio i cambiamenti.
Odio i cambiamenti e mi fanno paura,
soprattutto se le cose andavano bene,
prima dei cambiamenti.

2 luglio 2012

Cia.

Stassera ero in giro a festeggiare i miei diciotto anni. 
Non ho visto la partita ma in compenso ho sentito i vaffanculo di chi la stava guardando.

1 luglio 2012

Cazzo ele, hai diciotto anni.

Ora sei grande ele!! Hai delle responsabilità.
Come ci si sente ad evere 18 anni?

Lasciamo perdere tutto. Davvero tutto quanto.
A cosa servono questa banalità quando ti alzi la mattina dei tuoi diciotto anni e nemmeno ricordi che giorno è?

Se proprio divessi rispondere a queste cazzo di domane, bene, non mi sento diversa da ieri. sarebe una cazzata. Mi sento diversa però, diversissima da un anno fa. Un anno fa ho fatto errori, ho preso cantonate, sono stata ingenua e sono caduta così in basso che non credo di poter replicare. E a poco a poco mi sono risollevata. Ci ho messo un anno, ora sono qui. E la situazione non è neanche lontanamente paragonabile ad un anno fa. Certo non è perfetta, la cazzo di sitazione, ma io non la voglio perfetta. Io voglio essere tranquilla. Voglio la mia cazzo di serenità che mi sono guadagnata. Voglio che le persone che mi hanno aiutato nel periodo di merda ora possano restare quà a godersi la serenità. E voglio che resti tutto com'è ora. E basta.

Buon compleanno Ele.

26 giugno 2012

Brindiamo.

Brindiamo a Loppiano, alla verifica di minato il 4 giugno, brindiamo alla magnabosco, ai debiti in chimica. Briondiamo a 40LOVE che è proprio una poesia da portare alla maturità, a Depero, al javascript e alla Santillo che decide il tuo destino l'8 giugno. Brindiamo al terremoto, alla vava e i sepolcri, e anche alla dallari che crede che si impari qualcosa nella vita solo ascoltando le piegazioni di Alice in Wonderland. Brindiamo.

28 maggio 2012

E questa sarà la mia missione.

è nella natura dell'uomo avere un disperato bisogno di raccontare.
Un disperato bisogno di essere ascoltato da qualcuno.
E un disperato bisogno di avere la consapevolezza che quel qualcuno quella storia la continuerà a raccontare, anche dopo che i protagonisti di quella storia non ci saranno più.

E questa è l'unica dannata possibilità di immortalità per l'uomo.

22 maggio 2012

H.

La cosa peggiore credo fosse il silenzio disarmante. E l'eco del silenzio che ti si infilava nelle orecchie, freddo e pungente come il vento.
E poi camminavi, e il terreno ti passava sotto i piedi.
Camminavi ancora e ti pareva di esser fermo.
Sembrava che qualcuno fosse scappato, pochi minuti prima, e avesse lasciato tutto li.

E quel vento fischiava dannatamente.

21 aprile 2012

Tra 10 anni.

Avete presente quei titoli del cazzo che la prof ti mette come tema quando non ha voglia di impegnarsi a pensare a qualcosa di originale. Quelle tracce che ti salvano il culo se non studi mai dante, che al liceo ti rompe le palle per tre anni. Oppure pensate a quelle domande imbarazzanti che fai per ravvivare una conversazione morta, che però hanno l'effetto opposto.

Ed ecco la domanda banale, come mi vedo fra 10 anni?

Ebbene singori fra dieci anni mi vedo laureata in medicina che magari mi sto specializzando in chirurgia, perchè è l'unica cosa che mi interessa davvero curare. E poi avrò un monolocale soppalcato in cui vivrò sola, al massimo con qualcuno con cui chiaramente non avrà nessun vincolo legale che ci lega a vita. E avrò un cane, nessun figlio. Avrò una moto strabella e la guiderò indossando lo stesso giubbotto di pelle che porto adesso per andare a scuola e gli stessi occhiali da sole che porto adesso, quelli che mi ha regalato mia mamma che li portata trent'anni fa quando andava al liceo. E anche le stesse scarpe che porto adesso, quelle marroni di pelle da stracciona che sembrano delle ciabatte, quelle che più la usi e le rovini più sono belle.


20 aprile 2012

Daniele.

Sono sempre orogliosa quando con i ragazzi a cui sto facendo da guida arrivo in Piazzale Daniele Bertozzi, tiro fuori la sua foto e racconto la sua storia. Sono orgogliosa e mi emozioni sempre perchè noi siamo li, nel piazzale in cui lui è cresciuto, nel piazzale in cui da bambino giocava con un palla di stracci insieme al suo migliore amico, Soemo Alfieri. E racconto di come quei due bambini sono diventati grandi e hanno deciso di fare i partigiani, hanno deciso di andare in montagna per difendere la loro nazione.

Si solo per questo, per la loro città ,per l'Italia. Al di la di qualsiasi schieramento politico che a mio parere scompare nella storia di Daniele e Soemo, come nella storia di tutti gli altri partigiani di cui parlo ai ragazzi. Ma Daniele per me era speciale. Daniele aveva la mia età, Daniele mi assomigliava. Per questo mi emoziono sempre a parlare di lui e a raccontare come sia morto combattendo. E di come fosse uno sbandato che non aveva idea di come si combattesse, ma lo voleva fare. Finalmente questo 25 aprile lo potrò festeggiare con consapevolezza.

11 marzo 2012

Boh.

Quello che la gente fatica a capire è che io sono una persona che solitamente non sputtana tutta se stessa di fronte alla gente. E' proprio come se mettessi un filtro fra me e le persone e lasciassi passare da quel filtro solo quello che voglio io. Quello che la gente sa di me, vede di me, è solo quello che io ho voluto che lei vedesse. La maggior parte delle volte quello che vedono e sanno di me è solo la punta delliceberg di tutto il resto.

Si perchè io sono talmente ingrovigliata, complicata e pesante da capire che se dovessi mostrare tutto di me a chiunque non finirei mai. Anche perchè ci sono certe cose della mia vita, certi fatti che ho vissuto, cose che mi hanno lasciato segni indelebili, che io non farei mai vedere alla gente.

Probabilmente sono la parte più importante e profonda di me. Quella che però non conosce quasi nessuno.

La realtà non è mai quella che vediamo. Chiunque può farci credere di essere in un modo e poi essere l'opposto. Tutto sta nel non fidarsi della gente. E' l'unico modo.

24 febbraio 2012

time out

La tua tattica è tormentarmi.
La tua tattica è il senso di colpa.
Perchè non profondo non te ne frega un cazzo.
Ed era fin troppo evidente fin dall'inizio.
Tutto sta nell'aprire gli occhi.

26 gennaio 2012

Bentornato brocca!

Non vorrei essere scontata e ripetitiva, ma grazie a dio domani torno nella mia catapecchia verde con i miei orari da vecchietta. Perchè due ore di matematica dalle 5 alle 7 di sera mi hanno partato al delirio. Si delirio perchè non credo sia normale finire la lezione stupendosi di quanto sia verde il proprio banco.

Bentoranto brocca, non farmi mai più uno scherzo del genere!

25 gennaio 2012

Palazzo verde

Certo che se ci penso bene a quel cavolo di palazzo verde ci sono affezionata. E che era una catapecchia che cadeva a pezzi mi pare lo si sapesse anche senza il terremoto. Sta di fatto che oggi abbiamo scoperto l'acqua calda e abbiamo deciso di chiudere. E noi dobbiamo andare a fare lezione al pomeriggio, bella merda. Forse prima ci speravo, non di andare al pomeriggio per carità, ma che il brocca crollasse o venisse danneggiato come è successo. Ma adesso se penso che domani mattina non mi alzerò alle 6 e mezza, non prenderò la corriera e alle 8 non sarò davanti alla macchinetta a prendermi un caffè schifoso mi sento strana. Mi sento strana a non poter andare al laboratorio di fisica con la santillo e max, mi sento strana se penso che probabilmente sabato salterà scuola aperte. E mi viene da pensare che nonostante io odi con tutto il cuore quel cazzo di palazzo ora che sono costretta a starci lontano quasi mi pesa. Perchè alla fin fine quel palazzo fa parte della mia vita, del mio stato mentale attuale. Perchè alla fin fine li dentro ci ho conosciuto la mia migliore amica e il mio moroso. E adesso mi sento un po' persa a dover andare in sede. Ma pensa che merda, uscire da scuola con sole già tramontato. Boh, almeno mi sveglierò tardi.

23 gennaio 2012

Un anno fa.

Ogni tanto penso che potrebbe andare tutto benissimo così. E poi c'è il passato che ogni tanto fa capolino e ogni volta mi fa venire il vomito. Perchè se guardo dov'ero un anno fa mi viene davvero il vomito. Solo pensare dov'ero un anno fa mi fa capire quanta fortuna io abbia. E allora dovrei tipo mettermi una foto di me un anno fa davanti, o mettermi un post it in fronte con le cose essenziali su come stavo un anno fa. Sono certa che sarei più felice.

20 gennaio 2012

Hanno chiuso megavideo.

Se mi chiuderanno il blog 

saprete di chi è la colpa.