30 settembre 2012

scelte.

Dover fare delle scelte fa parte della nostra vita. Lo facciamo continuamente. Ogni istante che viviamo è una scelta, qualsiasi cosa facciamo è frutto di una scelta. Alcune sono scontate come cosa mangiare a pranzo o cosa fare il sabato sera. Poi però esistono anche quelle più importanti, quelle difficili da prendere, quelle che segnano il corso della nostra vita e possono cambiarlo radicalmente, quelle che determinano che persona sei.

Ogni scelta ha una conseguenza, e anche questa conseguenza può essere impercettibile come stravolgente. Le conseguenze ci aprono gli occhi, ci fanno capire se abbiamo sbagliato. Sbagliare a scegliere è una cosa comune, banale. Tutto sta nel vedere se la decisione che hai sbagliato era una di quelle che puoi prendere una volta sola, una di quelle decisioni sbagliate che ti fanno stare male per mesi, quelle che vorresti non avere mai preso.

La cosa buffa però è che alla fin fine non possiamo mai avere la certezza assoluta di aver fatto la scelta giusta. Il corso degli eventi che costituiscono la nostra vita è qualcosa di talmente imprevedibile e sconnesso da poter strasformare una apparente catastrofi nella più grande fortuna della nostra vita. La fregatura è che non non possiamo mai saperlo in anticipo.

E allora cosa ci resta da fare? Avere pazienza.
Continuare a prendere le nostre scelte, con coerenza.
E poi aspettare per vedere cosa succede.

26 settembre 2012

Sigarette.

Prese un ultimo profondo respiro dalla sigaretta che aveva fra le dita e se ne riempì i polmoni quasi come se quel fumo leggero potesse essere un anestetico per il ribollire che aveva dentro. La fioca luce dei lampioni della strada vicina illuminava debolmente la sua esile figura e la faceva riflettere nella vetrata dell'edificio di fronte a lui. La sua immagine leggermente deformata lo fissava con sguardo malinconico. Distolse subito lo sguardo, si avvicinò alla porta per farla aprire ed entrò. Il riflesso si spaccò in due e piano piano sparì.
Non aveva mai amato vedere la sua immagine negli specchi e detestava il fatto che quel palazzo ne fosse pieno. Quando si toglieva i suoi vestiti e indossava il camice era sempre costretto a vedere il suo corpo pallido e sfigurato riflesso da qualche parte. Si rivestiva frettolosamente tenendo lo sguardo fisso al pavimento, purtroppo il suo corpo lo conosceva fin troppo bene. Prese un elastico azzurrò e si legò sommariamente i folti ricci biondi alla sommità della testa finché tastandosi l'ammasso informe che erano i suoi capelli non fu certo che ogni ciocca fosse domata. Fece scivolare con dolcezza sulla spalla destra la piccola treccina colorata che gli aveva fatto David, l'unica cosa che a suo parere quella mattina gli donava un aspetto allegro. Si passò le mani sul viso per accertarsi di non portare con se i segni della nottata,fece un respiro profondo e uscì dallo spogliatoio.

Luce, rumore e fumo - Elena Antelmi

25 settembre 2012

Esisti.

“Quel ragazzo ti stava a cuore, vero?”
“Ha fatto delle cose orribili, ma non era una persona malvagia. Vorrei che la gente lo capisse.”
“Non puoi cambiare l’opinione della gente. Puoi solo sperare che con il tempo la gente si dimentichi di lui. A quel punto, lui non sarà più un ragazzo fuori di testa. Non sarà più nessuno, per gli altri. Sarà qualcuno solo per te, e a quel punto potrai pensare a lui come meglio credi.”

La gente non capirà mai niente. Potrai spiegare le cose diecimilavolte ma non capirà mai.
Se ti ha giudicato negativamente una volta non smetterà mai di farlo, anche se proverai tutto per fargli cambiare idea. Non servirà a niente, la gente è ottusa.
Potrai solo aspettare che venga attirata da qualche altro luccichio, che si scelga la vita di qualcunl'atro e si trastulli con quella lasciandoti finalmente in pace. La gente è stupida. Bisogna solo aspettare che il suo cervello inutile si dimentichi che tu esisti.


24 settembre 2012

[23.08.1946]

I fuochi d'artificio sono sostanze chimiche in grado di dar luogo a reazioni di esplosione; essi vengono lanciati da terra in aria e sono accompagnati da fenomeni luminosi e sonori e, in genere, da produzione di fumo. Normalmente i fuochi artificiali producono tre "effetti primari": Luce, rumore e fumo.

23 settembre 2012

Cicatrici.

Si nascondeva le cicatrici con il trucco in modo da renderle invisibili al mondo estero.
Le nascondeva per poter sopportare l'immagine che ogni giorno era costretto a vedere quando si trovava di fronte allo specchio. Segretamente sperava che col tempo, continuando ogni giorno a nascondere quei segni, prima o poi sarebbero spariti, e insieme a loro le altrettanto indelebili piaghe del suo animo che quelle ferite ormai rimarginate nascondevano. Quelle cicatrici erano solo la punta dell'iceberg, il peggio Greg se lo nascondeva dentro, non con il trucco, ma con il tiepido sorriso che si stampava in faccia ogni mattina.

Luce, rumore e fumo - Elena Antelmi

21 settembre 2012

Cambiamenti.

Pensare ai cambiamenti mi da le vertigini.
Più che altro mi fa male guardare cosa c'è adesso e cosa c'era prima.
Perchè quello che c'era prima mi sembra sempre migliore.

20 settembre 2012

Violante.

Cara Violante, perchè è così che ti chiamerai probabilmente, e so che sarai femmina e sicuramente avrai gli occhi verdi e i capelli biondo cenere.
Un giorno che adesso mi sembra lontanissimo tu comincerai ad esistere.

Ti insegerò a parlare, a camminare, a non farti la pipì addosso.
Ti leggerò tante storie della buonanotte se avrai paura del buio.
E quando sarai un po' più grande ti insegerò l'umiltà, il rispetto.
Ti insegnerò ad avere dei sogni, a lottare sempre per raggiungere un obbiettivo.
Imparerai ad essere una donna forte, a farti sempre rispettare.
Ti farò viaggiare e insieme ascolteremo buona musica.
E ti insegnerò ad essere responsabile, a fare le tue scelte da sola.
E col tempo capirai che tutti gli ostacoli sono sormontabili.
Imparerai ad amare, ad odiare, a scegliere le persone giuste da tenere al tuo fianco.
E ti terrò lontana da tutto il male del mondo finchè non sarai in grado di difenderti da sola.

Ti lascerò sempre libera di scegliere, di sbagliare. Di cadere e di rialzarti.
E spererò che porterai con te qualcosa di me nella tua vita.

Da bambina, crescerai. Dovrai maturare.
Dovrai fare i conti con il mondo in cui ognuno di noi è costretto a stare.
Amerai, sarai delusa, avrai così tanti desideri da non ricordarli nemmeno tutti.

Sarai libera nel mondo. Ed io sarò sempre fiera di te.

19 settembre 2012

Amaro

Nella vita ho sempre cercato di crescere.
Di migliorarmi, di impegnarmi per abbattere i miei difetti.

Perchè è questo che bisognerebbe fare, cercare di essere migliori, prendere spunto da chi di strada ne ha fatta più di te, e migliorarsi. Ed è qello che ho sempre cercato di fare, di essere umile, di riconoscere gli sbagli e di tornare sui miei passi quando stavo andando troppo oltre.

Ogni tanto bisognerebbe avere l'umiltà di fermarsi e guardarsi allo specchio.
Chiedersi a che punto si è arrivati, se è il momento di fermarsi e di fare marcia indietro.
Chiedersi che persona si è diventati. Sempre per lo stesso obbiettivo, migliorare.

Io ci provo, anche se a volte mi andrebbe di fregarmene di tutto, ci provo.
Mi faccio il mio sano esame di coscienza e cerco di guardare il mondo con occhi diversi.
Cerco di pensare, per un attimo, che magari a volte sono io a sbagliare.
Cerco di pensare che è infantile prendersela con gli altri per ciò che nella tua vita non va.

Poi però ti trovi faccia a faccia con la stupidità di certa gente e capisci che è tutto inutile.

18 settembre 2012

Tex.

Ho sempre amato l'universo parallelo che sono i fumetti di Tex, un mondo rude, dannatamente semplice e squallido. Un mondo dove si ci fa giustizia da soli a scazzottate nei saloon e duelli con le Colt sulla collina degli stivali. Dove non si è mai costretti a tacere e abbassare la testa, dove l'unica cosa con cui dovrai fare i conti prima o poi è un pendaglio da forca.

E ho sempre adorato Tex Willer, perchè nonostante la vagonata di guai che gli si sono abbattuti addosso nella vita lui se l'è sempre cavata. Ne è sempre uscito più forte. Anche quando si ritrovava ferito sul bordo di un precipizio con i banditi alle calcagna ed era costretto a tuffarsi nelle rapide del fiume. Lui si è sempre salvato.

Tex Willer quando ha un problema prende il cavallo e se ne va al galoppo nel deserto per risolverlo. Solo con i suoi amici, lontano da tutti. E quando torna ha sempre ucciso i cattivi, vendicato le vittime innocenti e ristabilito la pace. Come un vero eroe.

Chiudo il fumetto, perchè anche questa storia è finita bene.

E ritorno nel mondo in cui io sono solo una diciottenne che dovrebbe essere cresciuta ma legge ancora i fumetti del suo eroe preferito sognando di cambiare il mondo.

Una diciottenne che non sarebbe riuscita a rialzarsi così tante volte e che davanti al burrone si sarebbe voltata e avrebbe alzato le mani per arrendersi ai banditi. Una diciottenne che mai una volta nella sua esistenza è riuscita ad ammazzare i cattivi e tornare vittoriosa.

15 settembre 2012

Some interesting bla bla bla.

Rimpiangere le proprie esperienze significa arrestare il proprio sviluppo. Rimpiangere le proprie esperienze significa porre una menzogna sulle labbra della propria vita.
È quasi come negare l'esistenza dell'anima.


Ora basta rimpianti, basta davvero. Non rimpiango le persone che ho allontanato da me, quelli che si sono allontanati per scelta. Non rimpiango le occasioni che ho lasciato correre perchè ogni scelta che fai, pur sbagliata, disegna il tuo destino. E non potrà mai essere perfetto. Mai. Fanculo ai perbenismi, ai luoghi comuni. A quella squallida cosa che si chiama educazione e ti impone di non dire quello che pensi.

Ho i miei amici, i fumetti di Tex e le canzoni di Keith Moon.

Posso cavarmela da sola. Per la prima volta in vita mia forse sono davvero certa di potermela cavare da sola. Senza false amicizie, senza contatti forzati con gente inutile.

E lascerò che la gente ignorante parli di me, parli come ha sempre fatto, e me ne fregherò.

14 settembre 2012

Fast.

 
Mr. Garras, it's my experience in situations like this, if you want to fast, go slow.
Gilbert Grissom.
 

11 settembre 2012

Istanti.

 

Fra tanto tempo sono certo ci rincontreremo io e te. Magari in una piazza piena di gente. Se in quella piazza quel giorno tu mi vedrai fra la folla, potrai sapere che ancora esisto perché ho vinto la mia battaglia. Saremo cambiati, saremo invecchiati, ma di certo ci riconosceremo. Forse riconosceremo solo un particolare; io di te riconoscerò di certo gli occhi azzurri e freddi, tu magari di me la mia faccia ingenua piena di lentiggini. Ci riconosceremo e ci fisseremo fra la folla ma nessuno dei due avrà il coraggio di parlare, non ci verremo incontro. Ci basterà quell'istante per ricordare tutto, riaccendere tutto. E poi spegnerlo per sempre. Nessuno dei due avrà il coraggio di andare oltre quell'istante di spiacevole disagio.

Molto probabilmente però in quella piazza piena di gente ti ritroverai da solo, lo sappiamo entrambi. Però sono certo che ti guarderai attorno lo stesso sperando di vedermi, ti ricorderai di me. Penserai che la mia malattia mi ha portato via tanto tempo prima e tu non l'hai neppure saputo. Spero penserai a me con la dolcezza di un uomo che consapevole del suo destino ha deciso semplicemente di sparire. Spero porterai con te qualcosa di me nel mondo.

Luce, rumore e fumo - Elena Antelmi

10 settembre 2012

Nostalgia.

Mio nonno è un uomo molto alto e molto grosso.
Il nonno ha una faccia tonda e paffuta. Ha i capelli bianchi e le orecchie grandi.

La cosa che mi piace di più sono i suoi occhi azzurri e brillanti che danno alla sua faccia un aspetto allegro. Il nonno è molto simpatico e quando sbaglia a pronunciare le parole mi fa ridere, però quando io rido non se la prende, anzi si diverte e a volte parla male apposta.

Con me è sempre molto gentile e mi dice sempre che sono la sua nipotina preferita, ma so che non è vero perchè lo dice anche a mio fratello. Però una cosa è certa, lui vuole molto bene a tutti e due ed è ricambiato. Il nonno è sempre stato un mio grande compagno di giochi, infatti mi accompagna sempre al parco e quando siamo li mi racconta tante cose. Poi molte sere giochiamo anche a carte, soprattutto a pataglia che però è un gioco noioso che dura ore e alla fine io resto sempre in pataglia, che vuol dire che ho perso.

Il nonno per me è molto importante, indispensabile!

Elena, 7 anni. Tema : Il mio nonno.

Ora nessuno ha più tempo di giocare a carte con me.
Era divertente anche perdere. Però lo capisco sempre troppo tardi.

5 settembre 2012

Credo di essere nata per soddisfare le aspettative degli altri.

Come in un circolo vizioso, qualcuno si aspetta qualcosa da me e io puntualmente mi apro il culo per non deludere. Col tempo mi creo la fama di una che "fa sempre ciò che si deve fare" e la volta dopo sarò da capo, con ancora più aspettative sulle spalle.

Esci con una buona media, diplomati con un buon punteggio, passa l'esame della patente al primo colpo, entra in una buona università, trovati subito un buon lavoro.

Lo sai che le capacità per fare le cose tu ce le hai, ele, lo sanno tutti.

Che luogo comune del cazzo. Nessuno nasce già con la capacità di realizzarsi nella vita, non si nasce migliori degli altri perchè i geni che casualmente ti sei beccato sono i migliori. Partiamo tutti dallo stesso blocco di partenza, con le stesse possibilità.

La differenza sta in quanto in alto puntiamo, nelle aspettative che abbiamo, negli obbiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere e da quanto siamo disposti a sgobbare.

E allora le persone si distanziano, prendono strade diverse. Qualcuno si accontenta di andare in discesa verso una meta mediocre, altri cominciano a sgobbare nella strada in salita perchè sono certi che alla fine troveranno un posto migliore. C'è chi semplicemente si ferma e se ne frega, aspettando che qualcosa di bello giunga a lui per caso.

Io sono fra quelli che prendono sempre la strada in salita.
La maggior parte delle volte però solo perchè sono rincorsia da qualcuno.
E anche se ho il fiatone sono constretta a salire.

3 settembre 2012

Le canzoni sono come un emozione.

Iniziano quasi sottovoce, poi aumentano di intensità fino ad arrivare al momento più bello e più intenso, quello che ti fa venire la pelle d'oca. E poi lentamente si spengono.

Ci sono alcune canzoni che ho ascoltato miliardi di volte e in miliardi di situazioni diverse, con in testa altrettante diverse emozioni e sensazioni. Quelle che conosci morbosamente a memoria e ti sono così dannatamente familiari da entrare dentro di te e fare piazza pulita perchè sanno esattamente che corda di te toccare.

E ciascuna di quelle canzoni ha una storia sua. Ed è come se tu, ascoltandola in così tante situazioni diverse, avessi contribuito ad aggiungere qualche pagina a quella storia.

Quelle canzoni fanno parte di te quanto tu fai parte di loro.

Non sono mai stata brava a esternare le mie emozioni, se non scrivendo. Però potrei spiegare tutto di me alla gente semplicemente facendo ascoltare alcune delle mie canzoni.

Ce ne sarebbe una per ogni sfaccettatura della mia personalità, anche per quelle più schifose e nascoste. Una che spiega i miei ideali, un'altra che racconta la mia vita, un'altra ancora che espime la mia perenne insicurezza e il mio stare in bilico. Una che racconta che esplosione sia per me l'amore, un' altra per mio lato più fragile, una che rappresenta la mia forza.

Finita la musica non avrei nient'altro da aggiungere.
Quelle canzoni mi svuotano e trasformano quello che ho dentro in energia e colore.

2 settembre 2012

Io sono esattamente come Sally Brown.

Non riesco mai a prendere una decisione che sia davvero definitiva.
Non riesco mai a dire qualcosa ed esserne certa.
Non riesco mai ad avere delle cazzo di certezze.

La differenza è che l'unica cosa su cui poteva sbagliare Sally era l'esistenza di Babbo Natale.
E l'unica decisione che doveva prendere era se l'enorme stradivario che inseguiva gli uomini delle caverne nella sua storia per la scuola era con o senza custodia.

Invece quando le incertezze, i casini e i dubbi ce li ho io, le cose si fanno più complicate.
Proprio come quando lanci una palla di neve giù da una montagna e diventa una valanga.

Un piccolo dubbio, una piccola incertezza, un insignificante dettaglio che manca fa in modo che tutto vada a puttane. Una cosa dipo l'altra, in una catena, tutto si scombina e si attorciglia. E ad ogni anello della catena le cose diventano più incasinate e ingarbugliate da gestire.

Proprio come quando da bambina cercavo di fare le torri di sassi, ma i sassi erano irregolari e tutti diversi. Ed io non riuscivo mai a fare delle belle torri. Magari i primi piani, quelli in cui mettevo i sassi più larghi, riuscivano a reggere, ma mano a mano che salivo non riuscivo più ad impilarli quei cazzo di sassi, e allora cadeva tutta la torre.

La differenza fra me e Sally è che lei è solo una bambina in uno stupido fumetto.
E anche io sono una bambina, ma in un cazzo di mondo incasinato troppo grande per me.

1 settembre 2012

I pensieri del primosettembre.

Sto per affrontare il mio ultimo anno di liceo e non ho i libri, non ho un diario, da ieri non ho neanche lo zaino e se ci guardo bene in giro per casa mia non troverò neanche una penna bic.

Non sono neanche lontanamente psicologicamente pronta a rimettere le braghe lunghe, le scarpe chiuse, il giubbotto, la sciarpa, la matita dietro l'orecchio e i libri sotto braccio. Proprio come i bravi studenti, ecco proprio così. Come i secchioni.

Non sono neanche lontanamente pronta a tornare in quello schifo di palazzo verde che cade a pezzi e come prima cosa vedere la mia prof di inglese che si sfrega le mani vogliosa perchè finalmente potrà minacciarci per nove mesi, ininterrottamente, che qualsiasi cazzo di dettaglio che esce dalla sua bocca sarà indispensabile alla maturità.

Forse, illusa e dannatamente infantile come sono, sto ancora aspettando che la mia fottuta civetta, in ritardo di 8 anni, arrivi con la lettera per Hogwarts.


Tra 3 mesi e 24 giorni è Natale.