30 novembre 2012

Shine.


Non so se è stato leoparti o la chimica del carbonio a rubarmi la linfa vitale.
Sta di fatto che stassera più spenta di così non potrei essere.

Siete gentili a dirmi cosa fare
per non sbagliare
non vi dispiace se provo a camminare
con queste gambe che ho

28 novembre 2012

Bibi.

Superato l'orizzonte dello specchio
Spedizione dirottata sul non ritorno
Nel vuoto apparente fra cielo e terra
Verso le mani fonti della vita
Tra le stelle dell'orsa e del delfino
C'è gente che vive amando ciò che ha
E non odiando ciò che non avrà


Sono priva di preoccupazioni ultimamente, il che non è da me.
Di solito quando non sono ansiosa è perchè sono menefreghista.
E potrebbe eessere questo, in un certo senso.
Almeno sono felice per la miseria, sono tranquilla insomma.
Riesco anche più o meno ad organizzare tutto quanto e ad essere abbastanza calma.
Forse è la consapevolezza che da gennaio in poi sarà molto peggio.

Domani ho la verifica sull'idealismo e ho solo dato una letta grossomodo a tutto.
Non me ne sono resa conto di essere in quinta mi sa, anche se studio come un cane.
Ma alla fin fine ho sempre studiato come un cane, qual'è il problema?

Sono riuscita a dare la patente, che per quanto mi riguarda era più importante.
Fosse per me me preferirei dare tutti gli esami in croce rossa e togliermi il pensiero.
Almeno dando quegli esami farei qualcosa di utile, per la miseria.
La maturità è un esame in cui devi studiare per poter studiare ancora.
Questo non mi sta bene. Ecco non lo trovo giusto.

Ho talmente tanta sonno che non so neanche cosa ho scritto qua sopra.
E mi scappa la pipi.

Notte.

27 novembre 2012

Folla.

 
Quando un posto diventerà casa mia io me lo sento fin da subito.
La prima volta in cui ci metto piede già capisco tutto.
Non c'è un motivo specifico per cui un posto mi da più sensazioni di un altro.
Il perchè si rivela sempre dopo solitamente.
E solitamente la cosa bella è che ci ho sempre azzeccato.

tra la gente mi nascondo,
nella folla mi disperdo
gioco a fare il trasparente
per sorprendere chi voglio

25 novembre 2012

Scappiamo al primo schiaffo.

Noi siano Antonella, soffocata a 21 anni da un “fidanzato geloso”. Siamo il corpo martoriato di Fabiola, a cui il marito ha scaricato addosso tutti i proiettili di una pistola.
Siamo Rosetta, strangolata dal marito che l’aveva abituata alla paura delle botte e alla fine l’ha ammazzata. Siamo Enzina, mamma disabile uccisa a pugni da suo marito che si è giustificato così: “Ero ubriaco”. Siamo Leda, morta in ospedale dopo mesi agonia perché il suo compagno le aveva dato fuoco. Siamo Rosanna e la sua bambina, che un giorno ha telefonato al 118: “Papà ha ucciso la mamma e si è suicidato”. Siamo Antonia, assassinata per strada dall’ex compagno con una stilettata al cuore. “Mi ha picchiato ancora”, le sue ultime parole. Siamo Kaur, uccisa dal marito e gettata nel fiume: aspettava un bimbo e “vestiva troppo all’occidentale”. Siamo Vincenzina, accoltellata dal marito davanti al figlio adolescente perché non lo “lasciava parlare durante una discussione” .


Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Per onorare le vittime possiamo ricordare i loro nomi e le loro storie dolorose. Sapere che l’assassinio è la punta di un iceberg. Ricordare che siamo, potenzialmente, tutte vittime: non importa quante lauree, quanti soldi, quale famiglia alle spalle. Soprattutto possiamo insegnare ai nostri figli il rispetto. E alle nostre figlie che nessun amore cambia un uomo violento, ma l’amore per noi stesse ci salva la vita.

24 novembre 2012

IBRIDO.

 Io sono qualcosa.
Un qualcosa che no so bene cosa.
Un qualcosa che è l'insieme incasinato di tante cose.
Un qualcosa che è un po' quello che sono e quello che vorrei essere.
Passato e futuro, forse un po' più passato.
Un qualcosa che non è ne buono ne cattivo.
Non è bello ma non è neanche da buttare.
Qualcosa che a volte amo e altre volte detesto.
Un qualcosa che ho imparato ad accettare soltanto cercando di cambiarlo.

Ma alla fin fine non so da dove son partita.
Non so dove voglio arrivare.
Non so neanche dove sono arrivata fin ora.

Non sono ne carne ne pesce.
Ne bianco ne nero.
Credo di essere pesce, però sono grigia.

Sono un ibrido, un ibrido del cazzo.



22 novembre 2012

Qualcun altro.

Stacco dalla parete poster che fino a pochi mesi fa adoravo. Tolgo dagli album di foto quelle in cui ero insieme a persone che hanno perso significato. Sull'ipod ho canzoni che ho riascoltato mille volte, ma ora quando metto in riproduzione casuale e le incontro passo oltre. Avevo idee, obbiettivi, convinzioni e principi che ora mi sembrano vuoti e privi di senso.

Elena di un anno fa era una persona. Io sono qualcun altro.

Proprio come le canzoni, se le ascolti troppe volte prima o poi le svuoti di significato ed emozione. Allo stesso modo convinzioni della mia vita in cui mi ero rifugiata in questi anni mi sembrano lontani milioni di anni luce dal mio pensiero attuale. Il problema è che cambia tutto così talmente in fretta che io rimango indietro. Mi alzo la mattina e detesto cose che fino al giorno prima mi piacevano, mi viene voglia di vestirmi diversamente, di parlare diversamente, di interagire con gente nuova. Mi sta tutto stretto, tutto quanto. Da un momento all'altro perde senso ogni cosa e io resto ferma li, tutto mi sembra solo una grande, colossale, inutile presa per il culo a cui mi sforzo di credere. E sono stanca, stanca da morire.

Spero che i ragazzini di terza media con cui ho parlato oggi non ci vengano al Marconi.

21 novembre 2012

Forse dovrei arrendermi alla generale mediocrità.

Ultimamente non sopporto più la gente. Mi sembrano tutti così schifosamente prevedibili da non meritare nemmeno attenzione. Da un lato cerco di parlare il meno possibile, di pensare molto ma rimanere zitta, di contare fino a diecimila prima di aprire bocca per esprimere un'opinione. Dall'altro mi sta venendo una dannata invidia nei confronti di tutta la massa di gente che si accontenta di vivere nelle proprie banalità, all'interno di schemi già tracciati. A volte perso che mi godrei di più la vita se la smettessi di ragionare troppo, se la smettessi di cercare di distinguermi dalla massa e di cambiare sempre in meglio. Forse dovrei rassegnarmi e lasciarmi trasportare dalla corrente. Ragionare per luoghi comuni, diventare stupida ed essere felice di ogni merda che mi rifilano pensando che sia cioccolata.

Dovrei mettermi anche io a fare la finta depressa, la perenne pessimista, dovrei pubblicare stati strappalacrime su Facebook ogni cinque minuti e poi riempire il mio profilo di milioni di foto inutili e tutte uguali in cui mosto al mio piccolo e squallido mondo quanto sono figa quando mi ubriaco come una gallina, perchè adesso va di moda fare i vissuti in questa maniera squallida. E non appelliamoci al vecchio luogo comune che ci si ubriaca per dimenticare. Stronzate dai, stronzate. E poi sfottiamo chi il sabato notte lo passa in turno in Croce Rossa, noi che siamo tanto adulti e superiori. Ma per piacere.

Che pena, Dio mio, che disgusto.


20 novembre 2012

Complicated.

 
I'm only happy when it rains
I'm only happy when it's complicated
And though I know you can't appreciate it
I'm only happy when it rains
You know I love it when the news is bad
Why it feels so good to feel so sad
I'm only happy when it rains


Vorrei solo smettere di sentire fitte al petto gni volta che il pensiero sfugge al mio controllo.

16 novembre 2012

Colpi.

Prendi dieci, cento, mille, un milione di colpi.
E dopo un milione di colpi, credetemi, si sente male dappertutto.
Si sente così tanto male che altre botte ormai non fanno la differenza.
Continuano a colpirti e tu resti li, rassegnato, senza più difenderti.
Perchè ormai ti sembra di non sentire più niente.
Più male di così non può fare e allora non senti niente.

Lasci che tutto ti scivoli addosso e resti indifferente, schifosamente indifferente.

And I feel like today's the day
I'm lookin' for the words to say
Do you wanna be free, are you ready for me
To feel this way
I don't wanna lose you
So, it may be too soon, I know
The feeling takes so long to grow
If I tell you today will you turn me away
And let me go?
I don't wanna lose you

15 novembre 2012

Sorteggio.

Sorteggio. Lo dice la parola stessa, decide la sorte.
Si annulla ogni logica e razionalità, si sceglie casualmente affidandosi a una serie di eventi non prevedibili che non dipendono da noi ne da nessun altro. Si sorteggia e tu sei uno fra tanti, e non credi mai di poter essere quell'uno fra tanti, o magari ci credi ma non lo ammetti. Però un uno fra i tanti deve esserci, puoi essere tu. Ma ti sembra più probabil e che sia qualcun'altro, a sentimento. Ciò è irrazionale, ma anche il sorteggio lo è. Quindi perchè non potrebbe essere una regola verificata che tu hai meno possibilità di essere l'uni fra tanti rispetto ai tanti che ti stanno attorno. Tutto è irrazionale, come quello che ho appena scritto.

Sta di fatto che sono stata sorteggiata per andare al laboratorio di Bologna. E sono anche stata sorteggiata per andare al viaggio della memoria. Sono stata due volte quell'uno fra tanti. E non so cosa cavolo significhi questo, ma mi piace.

Io credo che tutto accada per una ragione.
Le persone cambiano perché tu possa imparare a lasciarle andare via. Le cose vanno male perché tu le possa apprezzare. Quando invece vanno bene credi alle bugie perché poi imparerai a non fidarti di nessuno tranne che di te stesso. E qualche volta le cose buone vanno in pezzi perché cose migliori possano accadere. Marilyn Monroe

14 novembre 2012

Mi lamento.

Oggi ho due cose su cui voglio lamentarmi, dato che lamentarmi è l'unica cosa che posso fare senza essere valutata o giudicata.

Prima cosa che voglio criticare: gli standard.
Bella merdata. Cosa vuol dire standard? Media? Andazzo? Cosa mene viene in tasca dal fatto che esistano degli standard? A cosa servono quando la vita è la cosa più mutevole e imprevedibile a cui si possa pensare? Servono a renderti più difficili le cose. Si perchè più nella vita fai bene e ti impegni per mantenere alto il tuo cazzo di standard più quando sbagli vieni fregato. Perchè chi sbaglia spesso è una volta ogni tanto fa giusto viene elogiato inverosimilmente. Invece chi per la maggior parte del tempo si impegna e si fa il culo viene dato per scontato, non viene premiato per ciò che fa, anzi viene punito maggiormente le poche volte in cui sbaglia. Ecco la merdata che è l'esistenza degli standard.

Seconda cosa che voglio criticare è il ciclo.
Perchè una volta al mese con regolarità deve cominciare a farmi male la testa, a farmi male la pancia, la schiena, le gambe, il braccio destro e il polpaccio sinistro? Perchè devono scoppiarmi le orecchie e deve sembrarmi insopportabile chiunque mi passi davanti? Perchè? Perchè sono una donna e ho il ciclo. Altra bella cosa.

E avrei ancora molte cose da scrivere, potrei fare una lunghissima lista, ma sai com'è, ho millecinquecento caratteri e devo limitarmi. Ecco un'altra cosa di cui dovrei lamentarmi.
Ma per stassera basta così dai.

12 novembre 2012

fiducia.

 

Non ha senso chidere fiducia con l'intento di tradirla.
Non ha senso pretendere che la gente si fidi di te e alla prima occasione approfittarsene.
Anche se apparentemente è per una buona causa, non importa.
La fiducia è fiducia, e basta.
Non importa per che motivo la tradisci, la tradisci e basta.
Ed è la cosa peggiore che esista.

7 novembre 2012

futuro.

 

Il passato è storia, il futuro è mistero ma oggi è un dono, per questo si chiama presente.

Ieri era passato, e quel che è stato è stato.
Domani è un incognita, tutto può attendere dall'altra parte.
Ma oggi, oggi è un presente che non riesco a vivere appieno.
Un presente pieno di sfide e continui ostacoli.
Ostacoli che io continuo a superare, con fatica, ma senza sapere a che scopo lo faccio.
Forse ciò che mi fa andare avanti è una promessa che mi ha fatto il futuro.
La promessa di essere migliore del presente, qualsasi cosa succederà.


Il futuro mi ha promesso libertà.
The best is yet to come.
 

5 novembre 2012

Incognita,

Alla fin fine quello che mi fa stare male della mia vita è che sia tutta una totale incognita.

Forse è colpa mia, perchè se posso scegliere fra una cosa semplice e una impossibile io scelgo sempre quella impossibile. Poi mi ritrovo sempre a dover fare i salti mortali per stare dietro alle mie scelte, a dovermi stressare e creare piani d'azione improponibili per stare dietro a tutto. E mi faccio decine di piani in testa, pianifico tutto. E per un attimo tutto mi sembra perfetto. Poi mi guardo attorno e vedo che in realtà ci sono un sacco di variabili che non posso controllare, un sacco di ostacoli che potrebbero sbarrarmi la strada e allora capisco che non è perfetto proprio un bel niente e che sono al punto di partenza.

4 novembre 2012

Figlia mia.

E parole ancora ancora parole
Sempre più parole
Ma che santo sei
E parlare, e come come parlare
Madre santa senti io santo mai
Ora sono qui, con tutti i miei lividi
Ora sono qui, segni indelebili


Ogni tanto mi viene la paranoia che mia figlia un giorno leggerà questo blog. E probabilmente penserà che sua madre era solo una cretina instabile e lunatica. La mia segreta speranza è che almeno un po' riuscirà ad immedesimarsi nei miei pensieri. Ma magari quando mia figlia saprà leggere, questo blog non esisterà più.
Sono io che sperò sempre che tutto sia per sempre.

Comunque figlia mia se stai leggendo queste righe vuol dire che sono passati tanti anni ma questo blog è ancora qui. E allora forse qualcosa nel mondo ce la fa a resistere per sempre. E sappi figlia mia che tua madre oggi, 4 novembre 2012, non aveva nient'altro da dire perchè aveva passato tutta la giornata a studiare fisica e non capiva nemmeno più la differenza fra una sedia e un cavallo. Ciao amore mio, spero che il tuo nome sia Violante e che tu abbia in padre americano. Se non è così tutti i miei piani di vita sono andati a puttane anni fa. Succede. Sinceramente tua, Ele.

1 novembre 2012

Riflessioni.

Sono sempre più convinta
che il mondo vada avanti
solo grazie a chi esagera
a chi va oltre, sempre
a chi se ne frega dei limiti comuni
a chi segue l'istinto sempre
anche se a volte può essere sbagliato.

Il mondo va avanti grazie a chi ama
a chi si affeziona agli estraniei senza motivo
a chi mette da parte la cattiveria e l'invidia
a chi prova piacere nel donare il suo tempo agli altri.

Le uniche cose che funzionano bene
solo quelle in cui le persone non hanno pretese
quelle cose che si fanno senza un tornaconto.

Un mondo decente ci sarebbe
se le cose fatte gratuitamente
non fossero considerate perdite di tempo,
un mondo in cui chi presta il suo tempo gratis
non è considerato un fesso.

Servirebbe un mondo in cui farsi pagare
non dovrebbe essere l'unico obbiettivo della vita,
ma, seppur importante, uno dei tanti.

Perchè alla fine è così bello far sorridere la gente
sentirsi ripagare con un grazie sincero
far stare un po' meglio una persona in difficoltà
e farlo per te stesso, farlo per egoismo.

Questo avrebbe senso, ecco.