26 febbraio 2013

macigni sul cuore.

Prendete la vita con leggerezza,
che leggerezza non è superficialità,
ma planare sulle cose dall’alto,
non avere macigni sul cuore.

Italo Calvino


Insegnatemi come si fa.
A non prendersela a morte ogni volta.
A non odiare il mondo e me stessa.
Voglio sapere come fate voi, che restate calmi.
Io mi agito, l'ho sempre fatto.
Io la prendo sul personale, anche se personale non è.
Io mi sento ridicola nella maggior parte delle cose che dico e faccio.

Insegnatemi come si fa a vivere senza impazzire.

25 febbraio 2013

Italy is the old sow that eats her farrow.

Italy is the old sow that eats her farrow.

Complimenti, complimenti davvero.
Quando poi si deciderà di dare voce alla nuova generazione e la si smetterà di rimanere a scaldarsi dentro la merda del passato forse le cose cambieranno. Sono allibita. Ma davvero ancora crediamo a promesse vecchie come i politici che ci governano? Davvero abbiamo dato il potere per l'ennesima volta a personaggi dalla discutibilissima rettitudine morale che hanno incollato il loro culo puzzolente sulle poltrone dl parlamento e li contano di crepare? Davvero anche stavolta, quando qualcosa sembrava muoversi, quando qalcosa sembrava cambiare, siamo ricaduti nel vecchio radicato squallore dei soliti partiti? Davvero non so che dire.



Ogni popolo ha il governo che si merita.

23 febbraio 2013

la parola pudore.

Tanto tempo fa nel mondo esisteva la parola pudore.
Credo esistesse anche la parola limite.
Esisteva la parola dignità e la parola contegno.

Esisteva la regola ferrea che non ci si poteva lamentare per tutto, che bisognava avere spirito di adattamento. Che, anche se può sembrare un luogo comune, bisognava trovare del bello in tutto e non concentrarsi sempre sul marcio. Credo esistesse anche la consuetudine di non continuare a lamentarsi anche dopo i cambiamenti rimpiangendo la situazione precedente che si era criticata ferocemente come pessima.

Ora non so se queste cose esistono ancora.
A vedere il bel mondo e la bella gentaglia che mi circonda non credo.
Ho perso le speranze di veder progredire l'umanità.

22 febbraio 2013

Mi piace illudermi.

Mi piace illudermi.
Mi rende felice.
Non sempre la verità è la cosa migliore.
A volte preferirei continuare a sognare.
A volte vorrei illudermi in pace.
Senza chi pensa di salvarmi riportandomi alla realtà.

Mi piacciono le mie illusioni.
Mi piacciono i miei piccoli mondi.
Mi piacciono le mie balle.

Lasciate che io mi illuda in pace.

6 febbraio 2013

ringraziamento

Non me la prendo per le critiche.
Non è ipocrisia, davvero non me la prendo.
Se sono oneste, garbate e fatte nel modo giusto.

Così come i votacci e i commenti negativi.
C'è modo e modo di darli.
Se sono dati nel modo giusto non mi fanno star male.

Quando però si prende un voto come pretesto per dare una lezione di vita si esagera.
Quando si mette il senso di onnipotenza di essere prof di fronte alla correttezza anche.
Una cosa è cercare di insegnare l'educazione.
Anche se a diciotto anni l'educazione già ce l'ho, grazie.
Una cosa è mortificare ogni tentativo di pensiero critico.
Il respingere ogni suggerimento a migliorare solo perchè viene da un ragazzo.

Non le sopporto le ingiustizie, non le sopporto.
E non sopporto chi predica fino a farmi esplodere i coglioni e poi è il peggiore.
Detesto anche quando si cerca a tutti i costi di avere un rapporto.
Poi si usa tale rapporto per fare del male e fare i gradassi.
Allora perdonatemi ma è meglio restare estranei.


Un ringraziamento.
Quello di rovinarmi sempre e comunque la giornata.

5 febbraio 2013

parallelismi.

Ormai sono cinque anni che studio sulla stessa scrivania.
E per cinque anni ho avuto di fronte la stessa finestra e lo stesso paesaggio.
L'inverno, l'estate, con il sole e con la nebbia.

Solo oggi mi sono fermata a guardare per bene fuori dalla finestra e ho scoperto che stando seduta alla mia scrivania posso vedere il fiume scorrere. La cosa strana è che avrei potuto notare queste cose anni fa, ma ogni volta che mi sedevo a quella scrivania avevo la testa china su un libro a studiare cose di cui non mi importava nulla.
Forse è da queste stronzate che ti rendi conto che anche se non vorresti gran parte del tuo tempo viene portato via da cose che se potessi non faresti mai probabilmente. Eppure non ce ne rendiamo conto spesso perchè siamo come risucchiati da una routinne di doveri e imposizioni che crediamo siano la nostra vita finchè qualcosa non ci fa aprire gli occhi e vedere il fiume che scorre davanti alla nostra finestra. Un fiume che scorreva anche quando non lo avevo ancora notato, proprio come tutta la vita che va avanti senza di me mentre io sono su libri che ormai detesto a studiare cose che al 90% non mi serviranno mai nella vita.

Ho iniziato cinque anni fa senza avere una più pallida idea di che persona fossi e di cosa volessi per il mio futuro. Se il Brocca ha avuto un pregio è quello di avermi bastonato e così cresciuto e consapevolizzato. Ora sono una persona che prima non ero.

Mi sento così vicina alla fine da non poterne veramente più.