30 maggio 2013

La denuncia di Franca Rame.


Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale. Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. 

Franca Rame nel 1973 fu rapita da cinque esponenti della estrema destra milanese, trascinata a bordo di un furgoncino e violentata fisicamente e sessualmente per ore. La sentenza di condanna per gli aggressori arrivò soltanto venticinque anni dopo quando ormai il reato era caduto in prescrizione. La Rame non solo denunciò gli aggressori, ma rese pubbliche le assurde umiliazioni a cui fu sottoposta dal medico che la visitò e dal poliziotto che raccolse la sua testimonianza. Vi consiglio di leggere la sua testimonianza per rendervi conto, oltre alla violenza sessuale in se, cosa dovette sopportare questa donna per cercare di avere giustizia, una giustizia che non venne mai fatta. Medico e poliziotto che avrebbero dovuto comprenderla, confortarla e essere i più discreti e delicati possibile non fecero altro che cercare attenuanti e scusanti per gli aggressori, chiedendole se durante la violenza si fosse bagnata, se avesse anche solo lontanamente e inconsapevolmente provato piacere, se avesse emesso grida più simili a quelle di godimento che a quelle di dolore, se avesse raggiunto l'orgasmo, e se si quante volte.

Io non nutro certo la presunzione di ottenere qualcosa di concreto con quello che ho appena scritto, ma se posso sperare in qualcosa è di far riflettere. Far riflettere tutti coloro che silenziosamente, magari quasi inconsapevolmente, pensano ancora che una violenza consumata su una donna attraente e vestita in modo provocante sia meno grave, sia scusabile. Io spero vi rendiate conto dell'abominio di questa affermazione. Esiste forse una violenza meno grave? Una violenza comprensibile, scusabile? Mi fa rabbrividire solo il pensiero.

Ciao Franca.


2 maggio 2013

Tesina mode on.

Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
Che non sanno la storia di ieri.
lo son solo e passeggio tra i tigli
Con te, cara, che allora non c’eri.
E vorrei che quei nostri pensieri,
Quelle nostre speranze d’allora,
Rivivessero in quel che tu speri,
O ragazza color dell’aurora.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.


(Italo Calvino)

1 maggio 2013

Sfogo di una supida fra gli stupidi

L'ingratitudine è una brutta malattia che colpisce tutte quelle persone così stupide da non capire che a volte un puntiglio momentaneo può mettere a repentaglio anni di sforzi. Quelle persone che sono disposte a perdere la stima e il rispetto sincero che si erano guadagnate soltanto per una momentanea volontà di manifestare una fantomatica oggettiva autorità.

A volte bisognerebbe avere la sensibilità e l'intelligenza di capire che arrivati ad un certo punto le persone si aspettano dei segnali, si aspettano che si dimentichino i ridicoli luoghi comuni e le altrettanto ridicole spartizioni dei ruoli. Si dovrebbe avere l'astuzia di capire quanto ancora si può tirare la corda e quando invece è il momento di manifestare sensibilità e cuore mettendo da parte tutte le grottesche imposizioni che ci detta quell'insieme di ridicole e ipocrite norme che noi chiamiamo educazone. 

Perchè in ogni contesto esiste un momento per essere autorevoli e intransigenti ed esiste un momento in cui bisogna avere l'umiltà e la sensibilità di dire tu mi hai dimostrato tanto, ora spetta a me dimostrare a te di aver capito e aver apprezzato. Il che è lontano anni luce dal regalare favori o il peccare di disonestà. Significherebbe semplicemente, per una volta, chinare il capo e riconoscere che di fronte a certe difficoltà una persona a volte ha bisogno di essere stimolata e incoraggiata, non depressa e punita perchè sotto un suo fantomatico standard. Perchè allora è oggettivamente estremamente ipocrita offrirsi volontario per salvarti da queste insicurezze e difficoltà se poi si è i primi, quando si presenta occasione, a rigiare il coltello nella piaga e ad approfittarsi delle debolezze altrui per dare una inutile e fuori luogo dimostrazione di autorità e oggettività.

Con questo non mi ritengo minimamente colpita, perchè il potere che lei può esercitare su di me, arrivati a questo punto, è insignificante ai limiti del grottesco. Ciò che io invece facevo per lei mi è sempre sembrato essere indispensabile e prezioso in ogni attività da lei portata avanti. Ebbene, il mio contributo verrà a mancare. In questo momento della mia vita devo pensare esclusivamente a me stessa e ai miei obbiettivi, che devo ammettere sono ambiziosi e difficili da raggiungere. Tutto ciò che ancora mi spingeva a farmi in quattro per aiutarla era il rapporto di stima e fiducia che ci legava. Ebbene, quel rapporto per quanto mi riguarda non esiste più e a giudicare dal suo comportamento non è mai esistito nemmeno per lei. La cosa peggiore è che lei ha lanciato il sasso per poi nascondersi dietro al suo ruolo e alla sua professionalità. Ripeto, tutte idiozie che arrivati a questo punto dovrebbero passare in secondo piano se non addirittura essere messe da parte.

Detto questo, molto presto, con mio immenso sollievo, non sarò più obbligata a vedere lei e tutte le altre bigotte e immensamente ipocrite persone che sono stata costretta a rispettare in questi anni. Voi, tutti voi, ma soptattutto lei, avete avuto innumerevoli occasioni per discostarvi da questo atteggiamento diffuso e dimostrare di avere un minimo di pensiero autonomo, sensiblità e intelligenza. Avete avuto innumerevoli occasioni per dimostrarvi umani e mettere da parte il vostro fracamente ridicolo ruolo. Ma non l'avete fatto. Non l'avette fatto in nome di non so quale sprazzo di orgoglio che ancora vi è rimasto e che vi fa credere ancora, dopo tante infinite volte in cui vi è stata sbattuta in faccia una realtà completamente diversa, di avere il coltello dalla parte del manico. Perciò continuate a rimanere calcificati nella vostra ottusa illusione di avere il controllo, l'autorità, il potere di non solo valutarci, ma anche di darci direttive sulla morale di vita e su come rapportarci alla nostra esistenza. Credo di parlare a nome di tutti se dico che potreste farne a meno.

In questi anni sono maturata, ho scelto che persona essere. Ma non grazie a voi. Anzi, in parte forse si. Perchè è proprio discostandomi dal vostro ridicolo e ottuso modo di pensare che ho trovato la mia strada. 
Detto questo io a differenza di voi non vi intimerò di cambiare in nome di una fantomatica direttiva di vita. Io vi dico fate come vi pare, continuate così. 
Io a differenza vostra non voglio inculcare a nessuno il mio pensiero. 
Vi lascio la libertà di continuare ad essere ridicolizzati dai vostri stessi assurdi e paradossali comportamenti.

Detto questo vorrei farvi un ultimo appunto.
Normalmente chi si prende la respondabilità di giudicare, criticare e dare consigli su come si dovrebbe vivere la propria vita, dovrebbe essere una persona dalla rettitudine morale invidiabile, dal carisma e dalla rispettabilità universalmente riconosciuta e apprezzata. Purtroppo nella nostra bella società governata da puttanieri, ladri e corrotti si sente in dovere di parlare chi dovrebbe solo oggettivamente cucirsi la bocca e andare a nascondersi nel più remoto cantone della terra.

Non so se mai qualcuno dei diretti interessati leggerà quello che ho appena scritto, molto probabilemnte se lo farà persevererà nella sua ottusità e penserà che queste parole non siano riferite a lui. Non speravo certo di ottenere tanto. In fede, una stupida fra gli stupidi.