26 dicembre 2013

Dottor Jekyll e Mister Hide

Mi è sempre piaciuto scrivere. La mia mente in passato sembrava essere nata per inventare storie, trame, dialoghi. Mi scorrevano nella mente come se stessi guardando un film, come se stessi assistendo alla scena come spettatore esterno e invisibile. A volte mi ritrovavo talmente immersa nella storia da bisbigliare sottovoce tra me e me le battute dei protagonisti. Alcune battute erano più belle e rilevanti, allora le recitavo per intero, anche ad alta voce, altre erano secondarie, o appartenevano ad un personaggio che faceva la parte del cattivo, così le omettevo e le immaginavo soltanto.

C'è un personaggio fra quelli che mi sono inventata negli anni che è sempre stato il mio preferito, Gregory, un trentenne non troppo affascinante con il sorriso sghembo, i capelli strani e la faccia coperta di nei. Nessun parente conosciuto, passato torbido, mi è sempre piaciuto immaginarlo come il gabbiano della canzone dei Bad Company, nessuno sa da dove viene, nessuno sa dove sta andando. Gregory è fragile, ha dentro un perenne senso di inadeguatezza, Gregory si affeziona facilmente alle persone, da tutto se stesso e molto spesso sbaglia, sbaglia e soffre, soffre più di chiunque altro, ma non lo da mai a vedere. Gregory aiuta le persone a vedere il bello anche nelle cose brutte ma è il primo a non riuscire mai a liberarsi di una strana malinconia che lo accompagna sempre, Gregory è la persona più solare che si possa incontrare ma non c'è un solo istante della sua vita in cui sia stato completamente felice. Gregory è la persona che tutti vorrebbero accanto ma per un motivo o per l'altro non è mai la prima scelta di nessuno, perchè Gregory è complicato, bisogna avere pazienza e forza per stargli accanto, ma io so che se qualcuno mai ci riuscisse sarebbe davvero felice.

Gregory negli anni è cambiato, in meglio per certe cose, ma in peggio per altre. Nella mia mente ha incontrato tante persone, alcune che lo chiamavano Gregory ed erano quelle che lo rispettavano e lo temevano, molte di più che lo chiamavano soltanto Greg, ed erano quelle importanti nella sua vita. Alcune lo hanno deluso, altre gli sono sempre stati fedeli, altre ancora all'inizio gli hanno dato del filo da torcere ma una volta risolti i problemi sono diventate il suo punto di riferimento. Gregory ha vissuto amori, litigi, delusioni. Soprattutto delusioni.

Solo con gli anni mi sono resa conto che molto spesso coincidevano con le mie. Tutto ciò che era Gregor in un qualche modo veniva da me, era una parte di me. Vedere vivere lui mi aiutava a capire meglio me stessa. Con gli anni ho capito che esistevano due parti di me, Elena, la ragazza solare e sempre sorridente, quella che è sempre ottimista e piena di vita, quella che non si arrabbia per nulla, perdonerebbe tutto e si farebbe in quattro per qualsiasi buona causa, e poi c'è Gregory, fragile, insicuro e vendicativo, una persona che non è mai riuscita a trovare mai un punto di riferimento nella vita e ha dovuto sempre andare a avanti con la rabbia, la rabbia di volersi riscattare, di voler riemergere, di voler dimostrare a chi gli remava contro di essere più forte di tutto. Uccidi o verrai ucciso, questa è sempre stata la sua vita.

Io sono Elena, ma sono anche Gregory, a volte mi sveglio Elena, altre volte Gregory, un po' come nel libro "Dottor Jekyll e Mister Hide", e proprio come Dottor Jekyll io cerco di nascondere in tutti i modi la mia parte più brutta al mondo ma nel frattempo la amo profondamente, la amo perchè è sincera e forte, perchè mi fa titare fuori il coraggio e la rabbia. Quando Elena si scoraggia Gregory le ruggisce dentro.

L'ultimo post che ho scritto su questo blog risale a quasi due mesi fa, il periodo in cui per colpa di tutto ciò che mi succedeva attorno ero obbligata ad essere Greg, essere lui era l'unica possibilità. Ciò che sta scritto qui sotto è scritto da Greg, ed è evidente. In questi due mesi sono stata spesso lui, molto più spesso di quanto sia stata me. Sono nell'ultimo periodo sono potuta ritornare Elena, dolce come prima, ottimista come prima, sono riuscita a sentirmi meno minacciata dalla vita e più serena, sono riuscita ad assopire Greg per un po'. Ma dopo questi ultimi mesi, dopo tutto quello che è successo, ho capito che essere Elena non mi basterà mai più, ho capito che un po' di ciniscmo e sfiducia nelle persone la dovrò conservare sempre, ho capito che dovrò combattere per me stessa e per quello che voglio, ho capito che dovrò avere sempre meno pietà e tentare sempre meno di capire le persone e andare avanti per me, solo per me. Ho capito che la rabbia e la voglia di dimostrare a chi mi ha ferita quanto valgo è una forza dirompente in me, Gregory è una forza dirompente, quella che mi ha permesso di non abbattermi e di non deprimermi nonostante tutto.

E io ho bisogno di lui, anche se non è sempre buono, e no nè sempre giusto, io non potrò più fare a meno di lui.