4 gennaio 2014

Rita.

 "Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito. Io dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona."

3 gennaio 2014

Il mio 2013 in dieci frasi.

Cari uomini, la festa della donna non è la giornata in cui si deve regalare la mimosa "per dovere", nemmeno quella delle frasi scontate scritte su Facebook. Noi donne siamo donne tutto l'anno, siamo fiere di essere donne ogni giorno, non abbiamo bisogno che voi ci regaliate dei fiori oggi se tutto il resto dell'anno ci considerate solo come un bel culo e un bel paio di tette, se ci giudicate solo per il nostro aspetto fisico e non per le nostre idee e le nostre capacità. L'8 marzo dovrebbe essere una giornata in cui riflettere sulle violenze e le discriminazioni a cui ancora oggi le donne sono soggette. Perciò cari uomini, i fiori regalateli alle vostre donne nei giorni in cui pensate a loro e vi rendete conto che non potreste vivere senza. E oggi, che è la nostra festa, se volete regalarci la mimosa fatelo usando questo giorno come un pretesto per farci sorridere, ma fatelo solo se con voi sorridiamo anche tutti gli altri 364 giorni dell'anno. 
- 8 marzo 2013 - 

Franca Rame nel 1973 fu violentata fisicamente e sessualmente da cinque esponenti della estrema destra milanese. La sentenza di condanna per gli aggressori arrivò soltanto venticinque anni dopo quando ormai il reato era caduto in prescrizione. La Rame non solo denunciò gli aggressori, ma rese pubbliche le assurde umiliazioni a cui fu sottoposta dal medico che la visitò e dal poliziotto che raccolse la sua testimonianza. Vi consiglio di leggere le loro domande per rendervi conto, oltre alla violenza sessuale in se, cosa dovette sopportare questa donna per cercare di avere giustizia, una giustizia che non venne mai fatta. Medico e poliziotto che avrebbero dovuto comprenderla, confortarla e essere i più discreti e delicati possibile non fecero altro che cercare attenuanti e scusanti per gli aggressori, chiedendole se durante la violenza si fosse bagnata, se avesse anche solo lontanamente e inconsapevolmente provato piacere, se avesse emesso grida più simili a quelle di godimento che a quelle di dolore, se avesse raggiunto l'orgasmo, e se si quante volte. Con questa testimonianza vorrei far riflettere tutti coloro che silenziosamente, magari quasi inconsapevolmente, pensano ancora che una violenza consumata su una donna attraente e vestita in modo provocante sia meno grave, sia scusabile. Io spero vi rendiate conto dell'abominio di questa affermazione. Esiste forse una violenza meno grave? Una violenza comprensibile, scusabile? Mi fa rabbrividire solo il pensiero.
- 30 maggio 2013 - 

Lo ammetto, quando anni fa Margherita Hack tenne una conferenza a Parma sull'universo in espansione io ci andai soltanto perchè avevo appena iniziato il Brocca e sentivo il dovere di interessarmi a certe cose così "scientifiche". Cara signora Hack, non so in quale galassia lei sia adesso, probabilmente una di quelle a spirale perchè sono le più belle nelle foto dei libri; quello che posso dirle è che dopo averla incontrata non sono diventata un'esperta di astronomia, nemmeno un'appassionata, ma, a cinque anni di distanza, quella conferenza e i suoi libri che negli anni ho letto mi hanno salvato il culo alla maturità. E questo basta per ringraziarla.
- 29 giugno 2013 -


Cioè, fermi tutti. Sotto il palco da cui sta parlando Berlusconi ho appena intravisto un cartello con scritto "Reggio Emilia è con Silvio". Credo che il tizio che lo regge sia l'unico reggiano di destra e pure berlusconiano esistente che sta sputtanando tutti i suoi concittadini. 
- 4 agosto 2013 - 

Ho avuto l'onore di ricevere in anteprima le ultime direttive del ministero per l' ammissione a medicina. Il test si articolerà in quattro prove: 1- torneo di palla avvelenata ad eliminazione diretta che si svolgerà nei campi da gioco del campus universitario; 2- briscolata a eliminazione con la collaborazione dei vecchi dell' ARCI Toscanini; 3- una sfida man vs food in stile DMAX a cura della panineria Da Walter; 4- per i sopravvissuti due domandine di biologia facili facili e siete dentro.  Eventuali punti bonus saranno attribuiti proporzionalmente al vostro punteggio su Ruzzle.
 - 6 settembre 2013 - 

Oggi tornata dal test di medicina ho trovato sulla porta di casa un post-it di mia mamma con scritto: "tranquilla, puoi sempre fare la cubista". Ma no mamma. Medicina? Ma chi me lo fa fare! Io domani mi immatricolo alla facoltà di spavento della Monster University!
- 9 settembre 2013 - 

Solo io e Dio sappiamo quante volte negli ultimi mesi io l'abbia invocato, magari usando nei suoi confronti parole non sempre pacate e gentili, ma sono certa che mi perdonerà. È finita. Sono ufficialmente una studentessa di medicina.
- 6 ottobre 2013 -  

Vita da universitaria. Giorno 17. Caro diario, credevo di essere l'unica furbona ad aver capito che si poteva entrare in biblioteca senza il badge. E invece ho fatto scattare l'allarme beccandomi più maledizioni di un archeologo che profana una piramide. PS. All'università è impossibile ricordarsi tutti i nomi. È molto più facile usare degli epiteti. Io per esempio sono già diventata "quella che attacca bottone con tutti", che non è malaccio.
- 30 ottobre 2013 - 

Un uomo che seguendo le sue ipotetiche pulsioni biologiche sessuali stupra una donna in quel momento non è altro che uno spermatozoo. E non è nemmeno bello quanto uno spermatozoo, perché gli spermatozoi sono bellissimi.
- 27 novembre 2013 - 

 Decido di andare a comprarmi un fonendoscopio per fare un po' la cazzara coi parenti a natale, il negoziante me ne esibisce uno da 230 euro. Di fronte al mio palese imbarazzo si mette a elogiare il fonendoscopio come lo strumento per eccellenza del medico che lo accompagnerà in anni di professione e dovrà essere scelto secondo la sensibilità del suo udito e la tipologia di pazienti trattati. Ci mancava solo "è il fonendoscopio a scegliere il medico, signora Antelmi". 
- 20 dicembre 2013 -