18 giugno 2014

Ritorno.

Ho sempre un po' di imbarazzo quando torno a scrivere dopo mesi di silenzio. Normalmente percorro sempre le stesse fasi. Prima resto per un po' intimorita a fissare la pagina bianca cercando di recuperare il filo del discorso, pensando al modo migliore per ripartire, per riassumere in poche righe i motivi per cui per tanto tempo non ho sentito il bisogno di scrivere qui. Poi passo alla fase in cui scribacchio qualche riga sconnessa per poi cancellarla subito dopo, la fase "sono fuori allenamento". Poi di norma viene il momento del "è davvero tanto tempo che non scrivo nulla". E questa fase di solito è la mia preferita ma anche la più difficile. Mi fa fermare un attimo e riflettere su quanto i giorni, le settimane e i mesi mi scivolino addosso velocemente senza che io me ne renda conto, ma mi fa pensare anche a come questo tempo, queste giornate che mi sembrano molto spesso iniziate e concluse senza lasciare traccia, in realtà siano difficili da ripercorrere e da spiegare perchè densi di vita, densi di cambiamenti singolarmente impercettibili ma che visti nel complesso mi fanno notare una differenza abissale fra la me di qualche mese fa e la me attuale. Anche la velocità in cui mi sembra di cambiare in questo periodo è vertiginosa fino quasi a spaventarmi. Ed ecco, ora sono appena piombata nella fase in cui mi fermo, rileggo ciò che ho scritto e mi rendo conto che come sempre i pensieri hanno preso il largo, come sempre, anche senza averlo programmato. Questo è il momento in cui capisco che per quanto io creda di non averne bisogno, magari per lunghi periodi davvero non ne senta il bisogno, scrivere, donare ogni volta a chi legge una piccola parte di me, sarà sempre l'unica cosa che mi farà stare bene.

[...] ecco cos'è tutto il mio stupore , non è facile guardare in faccia la traformazione. E' il mio corpo che cambia nella forma e nel colore, è in trasformazione, è una strana sensazione [..]