22 novembre 2014

Libera.

No so davvero cosa sia a parlare stasera, se tutto l'alcol che mi è entrato in corpo tra ieri e oggi, oppure la stanchezza, oppure quella scarica di adrenalina che ho sempre dopo le giornate come queste. Sono libera. Si, è così che mi sento stasera, libera. È quello che ho realizzato di essere. Libera. Ed è la sensazione più dolce, la consapevolezza più elettrizzante che io abbia mai provato dopo tutto quello che è successo un anno fa. Di emozioni ne ho passate tante da quel giorno, prima la sensazione di non farcela, la forza per reagire che mi mancava, poi quella rabbia assurda che mi ha spinto a risollevarmi, l'orgoglio, la assoluta fede che sono riuscita a riporre su me stessa. E ho reagito. E se all'inizio mi sforzavo soltanto di non sentire niente, poi ho desiderato continuare a stare male perché stare male mi dava forza, ora ho la consapevolezza più bella di tutte, quella di essere più felice di prima, quella di essere riuscita non solo a tornare a stare bene ma anche a stare meglio di prima. Più felice di prima, più forte di prima. E libera. Maledettamente meravogliosamente libera e padrona delle mie decisioni. Per cui ora non solo sono felice e fiera di come ho reagito sono anche orgogliosa di come ho imparato a fare le cose per me stessa e solo per me stessa. E sono libera. E sto bene, cazzo io sto schifosamente bene ora.

11 novembre 2014

Vuoto.

Stasera ho passato mezz'ora da sola in macchina, in silenzio. Sono rimasta seduta li senza preoccuparmi del tempo che scorreva, senza preoccuparmi di dove fossi, di cosa succedesse attorno. Vorrei poter dire di aver pensato, di aver riflettuto, magari di aver pianto. Vorrei poter dire che stare li ferma immobile in silenzio mi sia servito a qualcosa. Ma non è così.
Avevo il vuoto dentro la testa, un vuoto spaventoso. Restavo li senza riuscire a focalizzare la mia mente su un pensiero, almeno uno che potesse spiegarmi perché ero quella mia situazione, ma no, nemmeno un pensiero. Il vuoto. 
Sono rimasta ferma per mezz'ora li seduta in balia di una sensazione di sconforto, disagio, inadeguatezza e frustrazione senza riuscire ad affrontarla in nessun modo, ne ad uscirne, ne a focalizzarne le cause a buttarmici dentro. E più vuota mi sembrava la testa più sentivo che restare li immobile era la cosa giusta. Più non riuscivo a pensare, ad agire, reqgire soprattutto.

Poi di punto in bianco ho acceso il motore e sono tornata a casa. Quasi non ricordo come ci sono arrivata, sono andata in automatico. Davanti a casa ho spento il motore ma non sono riuscita ad uscire. È ripiombato il silenzio. E sono rimasta li ancora, nemmeno so per quanto.

Lasciati scivolare addosso tutto, non ascoltare.
Fregatene di quello che dicono, sii più forte di loro.
Dimentica ciò che vedi e senti e vai avanti.
Tutti parlano credendosi migliori, tu fregatene, sii superiore.

Nella vita non ho mai desiderato altro se non essere forte. Essere quella forte. Quella che non molla, che non si fa piegare e scalfire da niente, che incassa i colpi come se nulla fosse. Quella che se ne frega perché è capace di fregarsene, quella che non vedrai mai abbattuta, quella che punta sempre in alto e riesce a non cadere mai. Si, sono sempre voluta essere questo, ho finto di esserlo all'inizio, ora in gran parte credo di essere diventata questo.

Ma doversi nascondere ogni volta che crollo, essere circondata da così tante persone da non riuscire a badare a tutti ma non avere nessuno da cui avrei il coraggio di non nascondermi. Non avere nessuno da abbracciare e sentire che quell'abbraccio mi serve davvero, uno di quegli abbracci che un po' alleggeriscono l'anima, anche senza dire niente. 

E questo mi manca, stasera mi manca.
Stasera chiusa in macchina mi sono resa conto di poter soltanto aspettare che tutto passasse da solo, che la mia testa vuota tornasse normale, che quella orribile sensazione sparisse. Perché così funzione, dopo un po' torna tutto normale. Come quando ti ammali, quando stai male e non vedi l'ora che passi per otrnare quello di prima. Poi fuarisci e subito dopo ti dimentichi quanto è stato brutto stare male, perché stai di nuovo bene, che importa. 

Devo solo aspettare. Tornare in me. Devo solo aspettare di rileggere questo post sentendomi ridicola ad averlo scritto, allora sarà passato tutto. E non sentirò più il bisogno di un abbraccio, tornerà ad infastidirmi anche solo l'idea di aprirmi con le persone, non sentirò più nemmeno il bisogno di quello.

La breccia che stasera mi si è aperta si richiuderà.