8 maggio 2016

Staying alive


Ieri notte ho rianimato una donna. Le mani sul suo petto, mi buttavo su di lei con tutta la forza che avevo. Il suo cuore per quei minuti surreali l'ho fatto battere io. Il medico cantava "staying alive" per darci il ritmo. Restare vivo. La canticchiavo anche io, mentra la guardavo in faccia, guardavo il suo cuore sul monitor muoversi al mio ritmo. E poi ci siamo fermati. Non c'era nulla da fare. E io continuavo a cantare la canzone nella mia testa. Restare vivo. 

Ho continuato a cantarla fino alla mattina dopo quando sono tornata a casa, l'ho messa a tutto volume su YouTube e ancora con la divisa addosso mi sono messa a ballare da sola quella canzone. Restare vivo. Per darmi il ritmo, dare il ritmo alla mia vita. Perche io avevo visto una donna morirmi sotto gli occhi quella notte, ma io ero viva. Io ero viva e potevo ballare come una demente quella canzone che ho sempre detestato. Restare vivo. Non solo "fisicamente" vivo. Vivo, attivo, vitale, anche psicologicamente. 

Restare vivo e sentirsi vivo. Come io mentre ballavo. Viva e felice e grata. Grata di essere viva e di sentirmi tale come mai prima. 

Nonsono mai stata così legata alla vita.