28 giugno 2016

Poesia bronza.

Io amo i miei passi
Striscianti
Goffi
I miei piedi
Che inciampano
Nel vestito lungo
Sporco di vino rosso.
Io amo i miei passi
Rumorosi
Sull'asfalto e sulla ghiaia
Incerti
Che seguono la mia testa 
Vuota
Leggera
Fuori dal tempo
Che se ne frega.
Io amo i miei passi
Che lenti
Barcollanti
Ridicoli
Mi riportano a casa.

21 giugno 2016

Go.


Le persone 
mi lasciano
andare.

19 giugno 2016

Amore.

Amore é quella cosa pregevole che ogni tanto, con tuo grande disappunto, ti fa ricordare che, seppur molto vicino al buco del culo visto il tuo metro e mezzo di statura, un cuore ce l'hai ancora.

Oggi mi guardavo invecchiare.

Oggi mi guardavo studiare.

Pensavo a quanto diversa sia la me di tre anni fa rispetto a quella attuale. Pensavo a quanto diversa sia la me anche solo di quattro mesi fa, quella che passava fisiologia e festeggiava il post blocco. Pensavo a quando due giorni fa ho preso in mano un fonendo e sapevo come usarlo, sapevo perfettamente come palpare un'addome, sapevo addirittura interpretare ciò che sentivo. Due giorni fa ho visitato un'amica e per la prima volta l'ho fatto davvero. Non stavo giocando a fare il medico, non ero una studentessa di medicina invasata che voleva sentirsi già strutturato. Io la stavo visitando perchè davvero sapevo cosa cercare, cosa avrei dovuto trovare, perchè davvero lo sapevo fare.

Oggi mi guardavo invecchiare.

Avvicinarmi sempre di più a quell'obiettivo, a quell'ideale di me che ho coltivato per anni e che ultimamente comincia a sembrarmi sempre più dolcemente vicino. E ripensavo a tutti gli ostacoli, a tutte le volte in cui mi trovavo davanti un gradino e mi sembrava una montagna, tutti i pianti, e le decisioni, e le illusioni, i film mentali, le aspettative, le notti insonni, le mattine con la testa nel cesso a vomitare perchè a me l'ansia fa questo effetto.

Oggi mi guardavo e mi bastavo.

Mi sentivo come se non ci fosse un altro posto o un altro luogo o un'altra me da desiderare. E per una volta ero fiera di me ed ero fiduciosa in quello che stavo facendo. La mia strada, la mia passione che finalmente è uscita ed è sbocciata in una maniera che tutt'ora mi atterrisce e mi spaventa ma che dall'altro lato mi conforta, perchè una motivazione così forte, un amore così grande per quello che faccio non l'avrei mai sperato.

E ho capito che non ci sarà mai un altro luogo, un altro tempo o un'altra me che mi faranno stare bene. Perchè oserei dire che bene fino ad ora non lo ero mai stata. E ora sto bene.

E il mio bene sono le dodici ore di studio, i viaggi macchina con la musica dei REM correndo da un posto all'altro, le sveglie alle 6 e mezza, le ore in piedi in sala, in piedi nei reparti, i miei occhi che scorrono sui libri, la mia solitudine, il mio passo svelto quando sono in ritardo, la musica nelle orecchie, la mia poca voglia di uscire la sera. Questo è il mio bene.

Oggi mi guardavo invecchiare.
E ciò che ho visto mi è piaciuto.

18 giugno 2016

Parole.

Pensieri bellissimi che mi rimbalzano nella testa.
Fiumi di parole bellissime che vorrei usare per descriverli.
So che quando tornerò a casa sarà volato via tutto.
So che sarò troppo stanca per cercare di farli tornare indietro.