25 settembre 2016

sono io.

Sono io.
Sono io ad averti scelto anche se tu credi sia stato il contrario, ma sono io che ti ho visto, ti ho scelto e ho fatto in modo che da quel momento in poi tutto sembrasse una coincidenza.

Sono io, che dopo aver opposto resistenza per un po' ho capito che ero disposta a vivere facendo lo slalom fra i tuoi inevitabili sbalzi d'umore, diventando sempre più brava a non farmi colpire.

Sono io che apprezzo questo tuo strano modo di affrontare i problemi: sparire; lo apprezzo perché è come se tu ogni volta capirsi che dietro alle mie richieste di sapere da te cosa non va c'è in realtà il mio desiderio che tu mi dica di non preoccuparmi, che va tutto bene. E mi piace pensare che tu mi risponda così e mi tenga fuori da tutto perché in fondo sai che io non saprei cosa rispondere per farti star meglio.

Sono io che adoro sentirmi totalmente estranea dalla tua vita a volte quanto indispensabile altre.

Sono io che alla fin fine in questo limbo disimpegnato mi ci trovo più che bene, e che nonostante a volte avrei il desiderio di fate un passo più vicino poi mi rendo subito conto che non è davvero quello che vorrei.

E tu lo sai. E in fondo lo so anche io.

21 settembre 2016

Addestramento

Ho addestrato il mio corpo e la mia mente
A sopportare lo stress, la fame, la sonno
A trovare lucidità in ogni situazione
Ad affrontare con freddezza i problemi
Ad essere concentrata e analitica
A vivere le giornate al massimo possibile
Sempre con l'efficienza massima possibile.
E ho anche fatto in modo di essere felice di questo
Mi sono condizionata a tal punto
Che ogni volta che una giornata finisce
Che un periodo pesante finisce
Io non vedo l'ora di ricominciare.
Perché io sono nata per sopportare questi ritmi.
Io sono nata per fare questo e sopravvive.
Anzi vivere, e non poter chiedere di meglio.

18 settembre 2016

Le persone hanno effetti collaterali.

È davvero bella la sensazione di non appartenere a nessuno. La sensazione di non avere obblighi, di non avere vincoli, di essere completamente libera, di poter  vivere e prendere decisioni o non prenderle solo ed esclusivamente per te stessa. Di non doversi essere bella per nessuno, allegra per nessuno, simpatica per nessuno. Ci sono solo io e la mia vita rocambolesca e improvvisata che nessuno a parte me potrebbe capire.

Sono sola. E questa solitudine mi consente da un po' di annullare gran parte dei pensieri negativi che avevo prima. Di rimanere lucida e concentrata su di me e la mia vita.

E guardando gli altri star male, stare in "pensiero" capisco che io non voglio e forse non vorrò mai più essere in quella situazione. Voglio egoisticamente riservare ogni pensiero di apprensione a me stessa.

Le persone hanno tanti effetti collaterali.
E io voglio proteggermi.

10 settembre 2016

Sabato mattina.

Il sabato mattina è il mio momento preferito della settimana. Smonto dal turno di notte in ambulanza, faccio colazione con la squadra che ormai è una seconda famiglia e poi prendo la mia panda blu e mi metto a guidare verso casa con i finestrini spalancati, l'aria che mi scompiglia i capelli, me li fa arrivare davanti agli occhi, il bocca, dovunque. Disordinatamente. Cerco alla radio una canzone che conosco e la canto a squarciagola fregandomene del fatto che io sia la persona più stonata della terra.

E mentre sfreccio sulla provinciale che costeggia i campi di grano la mia mente vaga libera, ripensa ai pazienti della notte, si sofferma su quanto sia stato soddisfacente il modo un cui io sia riuscita a trattare alcuni di loro, la brutta situazione in cui mi sono trovata con altri, sorrido ripensando alle conversazioni spensierate senza freni coi colleghi della notte, penso al riposo che mi concederó in mattinata e a ciò che dovrò studiare nel pomeriggio.

Normalmente durante questo breve viaggio il sabato mattina mi sento in pace e serena come mai riesco a sentirmi durante la settimana. Mi sento dentro una soddisfazione e una gioia che solo il trattare coi pazienti riesce a darmi. Mi perdo con la mente in quanto sarà bello dedicare la mia vita a questo, e ogni volta il mio pensiero si culla nelle mille possibilità che ho davanti, alla felicità e realizzazione che è sempre maggiore ogni volta che salgo su un'ambulanza o varco la soglia del mio reparto.

Ho una fame del mio futuro che mi da una voglia di fare e di vivere appieno travolgente. E mi sento felice, mi sento nel posto giusto a fare la cosa giusta, non sento pressioni, non sento ansia, sento solo la tranquillità di stare percorrendo la strada giusta alla velocità giusta.

Sia con la mia panda che nella vita.