16 gennaio 2017

IL MURO

Ogni tanto volente o nolente io ci sbatto contro. Alle mie insicurezze. Ci sbatto contro come fossero un muro che mi blocca, mi atterra, mi sbriciola. Ci sbatto contro e non posso evitare di farlo, perchè le trovo sempre li, magari le sposto un poco più in la ma prima o poi le incontro di nuovo. Per quanto io possa illudermi di potercela fare, per quanto trascinante io possa essere o sembrare fino alla fine, poi alla fine trovo il muro. E se sono da sola rimango li. A terra davanti al muro incapace di reagire davvero.

Oggi ci ho sbattuto contro così forte da cadere tremante al suolo, immobile, in silenzio, raggelata, incapace di fare nulla a parte scrutare smarrita ciò che mi circondava, senza capire, senza riuscire a reagire, senza riuscire a tornare in me. Ero li a terra e mi sentivo protetta. Se con me non ci fosse stato qualcuno che vedendomi arrancare si è messo a correre al posto mio, scavalcando il muro, io sarei stata schiacciata dalla folla. Senza se e senza ma. Oggi da sola non ce l'avrei mai fatta.

Ed è sempre questo il punto, io per quanto mi piaccia pensarlo non riesco mai davvero  a spingermi oltre la mia comfort zone, non riesco mai davvero a buttarmi e a tentare se non ho un paracadute, se non ne ho almeno dieci. Non riesco mai a far esplodere quel dannato muro, o a scavalcarlo, mi ci tento di arrampicare sopra come ci si arrampica sugli specchi.

Inulte negare quanto, come oggi, ci sia sempre qualcuno che mi risolleva come un peso morto e mi rimette in davanti al muro, tenendomi in piedi a forza e spingendomici contro urlandomi di fare qualcosa. Urlandomi che quel muro è sono nella mia testa e non blocca, atterra, sbriciola nessuno a parte me.

Quante volte, centinaia di volte, a tenermi in piedi quando io ero un peso morto c'eri tu.
Sei una parte del mio cuore.

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